18 Gennaio 2010

Mentre i combattimenti nelle regioni di Hiraan e Galgaduud continuano a mietere vite tra la popolazione civile, MSF prosegue le sue attività nei due ospedali a Guri El e Belet Weyne dove 111 persone ferite sono state ricoverate tra il 10 e il 12 gennaio a causa di fratture multiple, addominali e ferite al torace.

Quando l’ospedale di Belet Weyne è stato colpito da un colpo di mortaio il 12 gennaio scorso, due nostri colleghi sono rimasti feriti. “Più di 200 membri dello staff di MSF lavorano ventiquattro ore su ventiquattro negli ospedali di Guri El e Belet Weyne per fornire assistenza medica nonostante il pericolo”, ha dichiarato il capomissione Andreas Papp. “Il 12 gennaio due dei nostri colleghi sono rimasti feriti quando un colpo di mortaio è esploso nell’area dell’ospedale di Belet Weyne. Fortunatamente non sono stati colpiti in modo grave, ma noi ancora una volta vogliamo ricordare ai combattenti in Somalia di rispettare le strutture sanitarie, i pazienti e lo staff medico e chiediamo loro di consentire a MSF di portare delle forniture mediche di cui si ha più disperatamente bisogno per via aerea o stradale”.

MSF è una delle poche organizzazioni a fornire assistenza medica e a effettuare interventi chirurgici di emergenza in Somalia, lo staff di MSF continuerà a curare chiunque, senza badare al clan di appartenenza, alla fede politica, militare o religiosa, ma non può mettere a rischio la propria vita per farlo.

Inoltre, i recenti scontri hanno causato lo sfollamento di migliaia di persone dalla sola città di Belet Weyne.

MSF lavora in Somalia dal 1991. Nella regione di Hiraan, MSF gestisce un ospedale di 120 posti letto dove offre assistenza medica gratuita e di secondo livello ai 280.000 abitanti della regione. A Galgaduud, MSF gestisce l’ospedale Istarlin di 80 posti letto, un ambulatorio a Dhusa Mareb e un centro sanitario a Hinder.

MSF fornisce anche assistenza medica gratuita nelle seguenti regioni: Banadir, Bay, Lower Juba, Middle Shabelle, Lower Shabelle e Mudug. Lo staff somalo, composto di oltre 1.500 persone, supportato da un’equipe di circa 90 persone a Nairobi fornisce assistenza medica di base, cure per la malnutrizione, interventi chirurgici, assistenza sanitaria e sostegno agli sfollati, distribuzione di acqua e materiale di soccorso.

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