9 Agosto 2011

Avevo saputo dell’esistenza di un campo sfollati dove distribuivano cibo e per questo mi sono messa in viaggio verso Jilib”, racconta una madre di sei bambini appena arrivata e che ha camminato per più di 230 Km per raggiungere il campo. “Volevamo andare nei campi sfollati in Kenya ma non eravamo in condizioni di pagare l’alto costo del trasporto. Invece siamo arrivati a Jilib, sperando di ricevere assistenza”, spiega. “Avevamo delle mucche ma il nostro bestiame è stato decimato dalla siccità quattro mesi fa. Quando abbiamo perso le ultime due mucche abbiamo lasciato il nostro villaggio a piedi e in 15 giorni siamo arrivati a Jilib”.

© MSF

La distribuzione di generi di prima necessità punta a fornire rifugio alle persone che sono costrette a vivere all’aperto e le zanzariere servono a prevenire la diffusione della malaria. Nelle strutture di Marere infatti, un sempre maggior numero di persone vengono curate per questa malattia.

Il programma nutrizionale terapeutico a Marere ha finora ricoverato in terapia intensiva 101 bambini severamente malnutriti con complicazioni mediche, mentre altri 740 bambini malnutriti sono curati in vari centri nutrizionali ambulatoriali dentro e nei dintorni di Marere. MSF sta cercando di ampliare l’offerta di servizi medici e nutrizionali per far fronte agli enormi bisogni.

 


MSF lavora ininterrottamente in Somalia dal 1991 e attualmente garantisce cure mediche gratuite in otto regioni della Somalia meridionale. Più di 1.400 persone dello staff somalo, sostenute da circa un centinaio di operatori umanitari a Nairobi, forniscono alla popolazione sfollata assistenza sanitaria di base gratuita, cure per la malnutrizione, chirurgia, fornitura dell’acqua e approvvigionamento di viveri in nove località.

MSF non accetta finanziamenti da nessun governo per i suoi progetti in Somalia, totalmente a carico di donatori privati.

Notizie & Pubblicazioni correlate