6 Febbraio 2017

Il recente riaccendersi degli scontri dentro e nei pressi delle città di Wau Shilluk e Malakal nell’Upper Nile State, ha privato dell’assistenza medica molte persone costrette a fuggire. Chiediamo a tutte le parti di rispettare il diritto dei civili ad accedere alle cure di emergenza, di garantire l’accesso ad acqua potabile e cibo, e di non prendere di mira le strutture mediche, il personale e i mezzi di soccorso.

La maggior parte delle 20.500 persone a Wau Shilluk è fuggita il 25 gennaio, quando le forze di opposizione hanno iniziato un intenso fuoco di artiglieria da una parte all’altra del Nilo. Tre giorni dopo, quando il mercato della città è stato colpito da un mortaio, il resto della popolazione ha evacuato la città.

Anche le strutture mediche sono a rischio. Il 26 gennaio vi è stato un nuovo scontro tra le parti in conflitto e una granata è caduta pericolosamente vicino alla nostra clinica a Malakal, città che si trova di fronte a Wau Shilluk, sulla sponda opposta del Nilo.

“Siamo davvero preoccupati per l’incapacità degli sfollati di accedere alle cure mediche d’emergenza, all’acqua potabile, al cibo e ai ripari”, dichiara Marcus Bachmann, capo missione di MSF in Sud Sudan. “Inoltre chiediamo a entrambe le parti di rispettare lo status di protezione del quale godono le strutture mediche e assicurare l’accesso alle cure a tutti gli sfollati. MSF sta monitorando da vicino la situazione e valutando come meglio fornire assistenza medica ad ammalati e feriti”.

MSF continua a svolgere le proprie attività nell’ospedale di Wau Shilluk, nell’ospedale situato nel Campo di Protezione dei Civili (PoC) e in una clinica nella città di Malakal recentemente riabilitata. Per i malati e i feriti che si trovano nei pressi di Wau Shilluk è difficile raggiungere il nostro ospedale ed è ancor più difficile per le nostre équipe mobili raggiungere le comunità vulnerabili.

 

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