23 Gennaio 2017

Il 17 gennaio 2017, con l’assunzione della prima pillola da parte del primo paziente in Uzbekistan, ha preso il via un pionieristico nuovo studio clinico con l'obiettivo di trovare una soluzione che migliori il trattamento della tubercolosi resistente ai farmaci. Lo studio è promosso e portato avanti da MSF ed è supportato dalla London School of Tropical Medicine & Hygiene e da altri leader nella ricerca medica (1).

Nonostante uccida più persone dell’HIV, la ricerca sulla tubercolosi è tristemente sotto finanziata. Nel corso degli ultimi 50 anni, sono stati compiuti pochi progressi e il numero di ceppi resistenti ai farmaci oggi in uso sta aumentando a ritmi allarmanti.

Attualmente, i pazienti affetti da TB resistente ai farmaci devono sottoporsi a un trattamento che dura quasi due anni durante i quali devono assumere più di 10.000 pillole e subire dolorose iniezioni quotidiane per almeno 8 mesi. Gli effetti collaterali del trattamento sono spesso debilitanti, e tra essi vi sono nausea, dolori articolari, psicosi e sordità permanente.

La sperimentazione, denominata TB PRACTECAL, mira a identificare un regime di trattamento per la tubercolosi resistente ai farmaci notevolmente più breve – non più di sei mesi - più efficace e con meno effetti collaterali debilitanti rispetto al trattamento attuale.

Lo studio si svolgerà in due fasi. La prima (un test di fase II) si concluderà nel 2018 e testerà tre differenti regimi contenenti nuovi farmaci, bedaquilina e pretomanid. La seconda (un test di fase III) continuerà a testare i due regimi di maggior successo e si concluderà nel 2020.

L’inclusione nei regimi terapeutici dei due nuovi farmaci anti-TB (bedaquilina e pretomanid) servirà a massimizzare il potenziale dello studio, per sviluppare un trattamento radicalmente migliore per le persone affette sia da tubercolosi multiresistente, sia dall'ancor più problematica tubercolosi estensivamente resistente ai farmaci. I due nuovi farmaci saranno somministrati in combinazione con i farmaci già in uso per combattere la tubercolosi resistente ai farmaci (linezolid, clofazimina e moxifloxacina).

MSF si è appellata a politici, organismi per la salute globale e aziende farmaceutiche affinché affrontassero questa crisi, ma a fronte di progressi irrilevanti ha ora deciso di intervenire in prima persona. MSF, che da 30 anni svolge un ruolo di catalizzatore nel fornire cure per la tubercolosi e per la tubercolosi resistente ai farmaci, sta ora portando avanti due studi clinici. L'altro, end-TB, dovrebbe iniziare in Georgia entro l’anno.

“Tra le organizzazioni non governative MSF è quella che maggiormente si occupa del trattamento di pazienti affetti da tubercolosi in tutto il mondo, specialmente multifarmacoresistente, e ci rifiutiamo di aspettare ancora anni o addirittura decenni per un nuovo regime di trattamento, mentre migliaia di nostri pazienti continuano a soffrire per trattamenti lunghi, tossici e fallimentari”, dichiara il Dott. Bern-Thomas Nyang'wa, specialista di TB per MSF e coordinatore della ricerca. “Nonostante l’aggressività del trattamento oggi disponibile, solo la metà delle persone affette da TB resistente ai farmaci a livello globale è guarita. Gli attuali regimi sono semplicemente inadeguati. Questa è la pietra miliare di un importante progetto di ricerca che potrebbe salvare centinaia di migliaia di vite”.
Il primo paziente sotto trattamento TB PRACTECAL si trova nell'ospedale in Karakalpakstan supportato da MSF, nel nord ovest dell'Uzbekistan. È il primo di 630 pazienti in Uzbekistan, Bielorussia e Sud Africa, a iniziare il test.

(1) Di seguito l’elenco completo dei partner: London School of Hygiene e Tropical Medicine (LSHTM), University College London (UCL), Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi), Swiss Tropical and Public Health Institute (Swiss TPH), World Health Organization’s Special Programme for research & Training in Tropical Diseases (TDR), Global Alliance for TB Drug Development, Ministero della Salute della Repubblica dell'Uzbekistan, Ministero della Salute della Repubblica di Bielorussia e THINK TB and HIV Investigative Network.

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