10 Settembre 2013

Circa 22.000 rifugiati vivono ora nel campo di transito di Bubukwanga, a 18 chilometri dal confine con la Repubblica Democratica del Congo, in uno spazio progettato per accogliere solo 12.500 persone.

MSF fornisce assistenza medica, compresi servizi di salute materna, vaccinazioni e cure nutrizionali, ed è all’opera per migliorare le condizioni dell’acqua e la situazione igienico-sanitaria. L'assistenza medica è fornita sia ai rifugiati, che alla popolazione locale, raggiungendo un totale di 50.000 persone.

Foto: Andres Romero

MSF ha anche iniziato a fornire cure mediche nel campo permanente di Kyangwali, dove vengono trasferiti i rifugiati. L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha finora trasferito circa 4.000 persone dal campo di transito a quello permanente e prevede di continuare il trasferimento di altre 2.000 ogni settimana. Il campo permanente è a 150 km di distanza, ma il viaggio può richiedere fino a 6 ore e mette a rischio i rifugiati. Purtroppo, a fine agosto, uno degli autobus usati per il trasferimento si è schiantato, uccidendo un bambino e ferendo altre 24 persone. I feriti sono stati trasportati in un’ambulanza di MSF verso un vicino ospedale, dove MSF e altro personale medico hanno fornito assistenza.

Inoltre, il numero di rifugiati che arrivano al campo di transito è recentemente aumentato, poiché la situazione della sicurezza continua a deteriorarsi nella Repubblica Democratica del Congo, con circa 3.000 nuovi arrivi a settimana.

MSF è preoccupata per l’acqua e le condizioni igienico-sanitarie nel campo di transito.

Anche se la situazione è migliorata nelle ultime settimane, le latrine sono insufficienti: abbiamo solo 1 latrina per 82 persone. Queste sono, inoltre, piene fino a traboccare e rappresentano un grave rischio di infezioni, colera, dissenteria e shighellosi. Il colera è una grande preoccupazione. Questa è una zona endemica per il colera e il picco stagionale è sempre all’inizio della stagione delle piogge”, dichiara Ruben Pottier, capo missione di MSF.

La stagione delle piogge è appena iniziata, aumentando ulteriormente il rischio di colera e rendendo difficile l’accesso dei camion che svuotano le latrine.

Oltre alla costruzione di latrine e al rifornimento di acqua pulita, MSF ha preparato le forniture mediche e le attrezzature necessarie per rispondere a un’epidemia di colera.

Foto: Andres Romero

MSF effettua circa 300 visite ambulatoriali ogni giorno nel campo di transito, con picchi di 450 visite al giorno, per lo più per le infezioni delle vie respiratorie, malaria e diarrea. Le équipe hanno inoltre fornito assistenza alle vittime di violenza sessuale nel campo.

MSF sta inoltre supportando un reparto ospedaliero che ha aumentato da 20 a 47 i suoi posti letto e comprende un reparto pediatrico, un reparto per adulti e un reparto di maternità.

Abbiamo potenziato soprattutto i servizi di salute riproduttiva. In caso di emergenza non dobbiamo dimenticare che la vita va avanti, le donne devono ancora partorire, e vi è un urgente bisogno di cure mediche per i parti difficili. Il nostro reparto di maternità è in grado di gestire i parti con complicazioni – dobbiamo trasferire solo i cesarei - e dal 22 luglio abbiamo fatto nascere quasi cento bambini”, prosegue Ruben Pottier.

Nel campo permanente di Kyangwali, MSF sta istituendo un presidio sanitario nella zona di accoglienza dei rifugiati che offrirà assistenza sanitaria di base, trasferirà i pazienti che necessitano di cure mediche, vaccinazioni e screening della malnutrizione per i bambini. I bambini che hanno iniziato il trattamento della malnutrizione nel campo di transito saranno seguiti per assicurare loro la continuità delle cure.

MSF continuerà a potenziare questi servizi in entrambi i campi, con l’arrivo di altri rifugiati.

 


 

MSF lavora in Uganda dal 1986. Oltre a rispondere a situazioni di emergenza, MSF gestisce un programma per il trattamento dell’HIV/AIDS e della TBC a Arua.

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