22/12/2011

Saima, torturata e uccisa dal padre per aver cercato, con il ragazzo che si era scelta, una vita diversa a Karachi.

Marie, che dopo aver perso la figlia Laurette nell’epidemia di colera che a Haiti è seguita al terremoto, ora insegna alle altre donne in una scuola di Medici Senza Frontiere come difendersi dall’infezione. Marie Lucie che ha vagato due giorni fra le macerie di Port-au-Prince stringendo a sé la piccola Marianne. Lidia, di Città del Guatemala, caricata a forza su un auto e violentata tra la folla in un mercato.

Anaya che ha partorito a sessanta miglia da Lampedusa su una carretta del mare in avaria. Jeany e Mercy affette dal virus dell’HIV in Malawi, che seguono i trattamenti e continuano a sperare.

Sono solo alcune delle storie al femminile che Monica Triglia, caporedattore di Donna Moderna, ha raccolto nei nostri progetti, negli ospedali dove operiamo con i nostri medici e il nostro personale.

Racconti di donne senza volto, su cui i riflettori non si accendono mai, donne ferite, violate, emarginate. Ma anche di donne che, un giorno della loro vita, hanno preso una decisione sentita e difficile al tempo stesso, quella di entrare a far parte della nostra organizzazione e di toccare con mano le realtà in cui operiamo.

La giornalista, attraverso le testimonianze raccolte in Pakistan, Haiti, Guatemala, Lampedusa, Malawi, ci accompagna in contesti difficili, facendoci scoprire un mondo lontano ma di grande impatto emotivo, convinta, che se si vuole dare una speranza di futuro e di sviluppo a un Paese in difficoltà, si deve partire dalla donna.