Dott. Armand SprecherMedico MSF specializzato in febbri emorragiche
11 Agosto 2014

Qual è lo stato della ricerca per vaccini e trattamenti contro l’ebola? 

Siamo regolarmente in contatto con i ricercatori e sappiamo che al momento ci sono una serie di farmaci e vaccini contro l’ebola nelle prime fasi di sviluppo. In particolare un paio di farmaci hanno mostrato promettenti effetti terapeutici sui primati non-umani, un primo importante indicatore di sicurezza ed efficacia anche per gli esseri umani. Ma, ad oggi, nessuno di questi farmaci è stato testato sugli esseri umani, che siano essi malati o sani. 

Da quello che sappiamo, potrebbero volerci altri due anni prima che un farmaco, sicuro e approvato, possa essere reso disponibile per  i  medici e per i pazienti. L’iter procedurale di regolamentazione e organizzazione di altri test clinici, a volte può essere estremamente lungo. 

Il farmaco somministrato ai due operatori umanitari americani è promettente? 

Il farmaco somministrato ai due operatori sanitari americani sembra avere delle buone potenzialità terapeutiche.  E’ l’unico ad essersi dimostrato efficace sulle persone che hanno già sviluppato i sintomi. Altri farmaci dovrebbero essere somministrati entro uno o due giorni dall’infezione, quando i sintomi non sono ancora visibili per verificarne l’efficacia e gli effetti.  Il rapido miglioramento della salute che il primo operatore umanitario trattato con questo farmaco ha mostrato, dà speranza. 

Cosa c’è di insolito nel somministrare un farmaco che è in tale fase iniziale di sperimentazione? 

Quando si sperimenta un nuovo farmaco o un nuovo vaccino, normalmente viene testato prima su animali di taglia piccola, poi su primati non umani, per avere indicazioni sulla sua sicurezza, efficacia e qualità. Se i risultati sono positivi, viene testato su esseri umani sani per verificarne la sicurezza prima di testarlo sui malati (o sulle persone esposte al virus in caso di vaccini). 

Ora, la questione etica ruota intorno alla possibilità di utilizzare un farmaco che ha avuto risultati promettenti in termini di efficacia e sicurezza sui primati non umani ma che non ha completato le altre fasi previste in una normale valutazione farmacologica. Si tratta naturalmente di una misura eccezionale da utilizzare solo in casi eccezionali, essenzialmente quando il personale sanitario crede che il paziente abbia una tale alta probabilità di morire che vale comunque la pena non lasciare nulla di intentato ivi compresa la somministrazione di un farmaco ancora in fase di sviluppo.   

Questo farmaco sperimentale dovrebbe essere diffuso e somministrato in tutta la regione colpita dall’ebola per salvare vite umane? 

La questione principale riguarda la sicurezza. Non sappiamo se il farmaco possa arrecare danni alla salute dei pazienti e in che modo. Se i pazienti sviluppassero una condizione di instabilità in reazione al trattamento, finiremmo per metterli in un pericolo ancora maggiore. 

Il farmaco somministrato ai due operatori è praticamente un anticorpo. Ci sono molti altri trattamenti usati per curare altre malattie  basati  sugli anticorpi e conosciamo gli effetti collaterali che più probabilmente potrebbero provocare (principalmente allergie) e siamo  preparati. 

Pertanto, con tutte le cautele del caso, considerato l’alto tasso di mortalità dell’ebola, considerati i potenziali effetti positivi del farmaco e fiduciosi dei livelli di sicurezza e tossicità dimostrati dal farmaco in questa prima fase di sviluppo, MSF crede che l’utilizzo di questo trattamento, in casi estremi, potrebbe essere una buona possibilità. Ovviamente, non può esserci certezza che tutti i pazienti guariranno. 

In quali circostanze MSF potrebbe decidere di usare questo farmaco durante l’attuale epidemia? 

MSF è pronta a fare in modo che i suoi pazienti possano beneficiare di uno di questi farmaci e spera, affinché questo accada, che tutti gli ostacoli possano essere rimossi. Il primo e il più ovvio è legato alla produzione. Si tratta di un farmaco sperimentale, il produttore non ha scorte enormi e dovremmo vedere quanto velocemente si potranno produrre centinaia di dosi. 

Il secondo ostacolo riguarda le regolamentazioni. Ovviare alle diverse fasi della sperimentazione clinica  previste per lo sviluppo di un farmaco significa che gli organi di regolamentazione che normalmente approvano l’utilizzo e l’esportazione del farmaco dovrebbero approvarlo in via eccezionale. Le agenzie di regolamentazione del paese dove il farmaco viene prodotto e i Governi dei paesi dove il farmaco  verrà somministrato dovrebbero fornire il quadro legale ed etico perché questa eccezione possa essere resa possibile. 

Infine, è impensabile somministrare un nuovo farmaco senza una raccolta attenta e scrupolosa dei dati e il monitoraggio dei pazienti. Questo significa dotare i centri di trattamento dell’ebola di risorse umane aggiuntive. Oggi, MSF è al limite delle sue possibilità, risponde all’epidemia nei tre paesi maggiormente colpiti e, nel caso, avrà bisogno di un maggiore supporto e di personale medico qualificato. 

La nostra risposta all'emergenza

Le équipe di emergenza dell’organizzazione medica internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) continuano  i loro sforzi per combattere l’epidemia di ebola in Africa occidentale. Da quando è iniziata, lo scorso marzo, la malattia ha causato 932 decessi  secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nelle ultime settimane, le équipe di MSF hanno assistito ad un aumento preoccupante dell’epidemia: numero dei casi in drammatico aumento in Sierra Leone e Liberia, e la diffusione della malattia in molti altri villaggi e città.

Attualmente, 676 membri dello staff di MSF lavorano in Guinea, Sierra Leone e Liberia, ma MSF avverte di aver  raggiunto il suo limite in termini di personale, ed esorta l’OMS, le autorità sanitarie e le altre organizzazioni ad incrementare la loro risposta.

Guinea

In Guinea, MSF gestisce due centri di trattamento per l’ebola – uno nella capitale Conakry e uno a Guéckédou, sud-ovest del paese, dove l’epidemia è iniziata. Dopo una pausa di nuovi casi in Guinea, durante le ultime settimane ci sono stati nuovi casi di infezione e decessi a causa dell’ebola. Attualmente, ci sono 17 pazienti a Conakry e 9 a Guéckédou.

Nel centro di transito di Macenta,  sud-ovest della Guinea, vicino al confine con la Liberia, MSF sta supportando il Ministero della Salute nella gestione dei casi a Conakry e a Guéckédou trasferendo i pazienti affetti da ebola con le ambulanze. I pazienti arrivano da una vasta area, inclusa la regione intorno a Nzerekore.

Attualmente, 31 operatori internazionali e 300 operatori locali lavorano per MSF nel paese.

Ad oggi, a Conakry, i centri per la gestione di casi di ebola di MSF hanno ricoverato 232 pazienti, di cui 124 casi confermati di ebola. 64 pazienti sono guariti e sono tornati a casa.

A Gueckedou, i centri per la gestione di casi di ebola di MSF hanno ricoverato 366 pazienti, di cui 169 casi confermati di ebola. 46 pazienti sono guariti e sono tornati a casa.

Sierra Leone

In Sierra Leone, il centro per la gestione dei casi di ebola di MSF a Kailahun, vicino al confine con la Guinea, è stato ingrandito fino a 80 posti letto per far fronte all’aumento vertiginoso dei pazienti. Ogni giorno vengono ricoverati dai 5 ai 10 nuovi pazienti. Attualmente, ci sono 60 pazienti nel centro. Nove pazienti sono stati dimessi il 4 agosto dopo essere stati curati dall’ebola.

Nel frattempo, 200 operatori sanitari comunitari stanno gestendo attività di promozione della salute nella regione, per aumentare la conoscenza delle persone rispetto all’ebola e proteggersi dall’infezione.

Attualmente, ci sono 26 operatori internazionali e 300 operatori locali che lavorano per MSF nel paese.

In totale, i centri per la gestione dei casi di ebola hanno ricoverato 260 pazienti, di cui 174 casi di ebola confermati, 36 sono guariti e sono tornati a casa.

Liberia

La situazione nella capitale della Liberia, Monrovia, è catastrofica secondo Lindis Hurum, Coordinatore dell’emergenza per MSF in Liberia. Almeno 40 operatori sanitari hanno contratto l’ebola nelle scorse settimane. La maggior parte degli ospedali della città sono chiusi, e ci sono cadaveri per le strade e nelle case.

Le équipe di MSF stanno fornendo supporto tecnico a un centro per la gestione dei casi di ebola a Monrovia, insieme al Ministero della Salute, ed hanno iniziato a costruire un nuovo centro.

Un’équipe di MSF basata a Guékédou, in Guinea, ha recentemente lanciato una risposta d’emergenza nella regione Lofa, in Liberia, lungo i confini con la Guinea, gravemente colpita dall’ebola.

MSF sta rinforzando le sue équipe attuali (9 operatori internazionali e 10 locali) ma l’organizzazione ha raggiunto i limiti delle sue capacità, e c’è un estremo bisogno dell’ intervento dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità e di altre organizzazioni, per incrementare rapidamente e massicciamente la risposta all’emergenza in Liberia.

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