14 Novembre 2005

Sono tornata da una settimana ed è cosi facile farsi risucchiare nella vita di ogni giorno, lavoro, casa, famiglia, amici e il Niger con i suoi bambini è già un ricordo lontano.

La situazione sta lentamente cambiando a Zinder. Il periodo del raccolto è arrivato e i bimbi che arrivano ai nostri centri sono meno sempre di meno… l’emergenza lascia il passo ad una situazione ancora grave ma più facilmente gestibile….fino alla prossima volta…

Mi ci arrabbio solo al pensiero, tra pochi mesi potremmo essere nella stessa pesantissima situazione, se non succede qualcosa, se chi può, chi decide, non ammette che c’è un problema, che si deve fare qualcosa.

Non c’è una vita economica particolarmente florida in Niger. E’ il penultimo paese nella lista dei più poveri. Non c’è lavoro e lo stato non ha i mezzi per provvedere. Per di più i raccolti negli ultimi anni sono stati scarsi e le famiglie sono state costrette a vendere i propri beni per mantenersi. Un anno le galline, poi le capre, le vacche, gli attrezzi e in fine la terra.

Una spirale perversa che riduce la popolazione alla povertà più assoluta senza possibilità di ritorno senza un aiuto politico, governo, organizzazioni internazionali, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, agenzie delle Nazioni Unite, il buon Dio…

Si deve smettere di parlare, di scaricare la responsabilità, di negare l’evidenza, altrimenti tra pochi mesi, migliaia di bimbi, fantasmini scheletrici e malati, ricominceranno a riempire i centri MSF, alcuni ce la faranno, i più arriveranno in condizioni troppo gravi per essere aiutati e la storia continuerà tristemente a ripetersi.

"Se la fame si nutrisse di parole il mondo sarebbe già sazio…" non ricordo più dove l’ho letto ma sembra scritta per l’occasione….

Approfitto di quest'occasione per salutare i colleghi che hanno lavorato con me in Niger, è stata una bella avventura che ci ha messo tutti a dura prova e volevo salutare anche gli amici che ci hanno sostenuto dall’Italia, tutti voi che nonostante non vi siate mossi dalle vostre case, dai vostri uffici, ci avete permesso di continuare a lavorare.

È un mondo strano il nostro, pieno di contraddizioni, di precarietà, di falle da arginare, di pezzi da ricostruire… Ma non dobbiamo perderci d'animo, dobbiamo guardare avanti e continuare a lavorare assieme per migliorare le condizioni di vita di questa parte così sfortunata di umanità.

C’è chi dice che è solo una goccia nell’oceano ma, questa volta, questa goccia ha salvato la vita di 60.000 bambini.

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