15 Febbraio 2006

 

 

Il conflitto iniziato nel 2002 ha provocato la morte di migliaia di civili e ha costretto centinaia di migliaia di disperati a lasciare le proprie case. Le violenze sono riprese nel novembre 2004, causando altre vittime e spingendo i civili a fuggire per salvarsi. In molte delle zone in cui opera, MSF è l'unica a fornire cure mediche primarie e secondarie.
La malaria è la maggiore minaccia per i bambini della Costa d'Avorio. Nel 2004 MSF ha condotto anche una campagna per la vaccinazione di massa contro il morbillo per quasi 10.000 bambini nella zona di Bangolo, a sud di Man.
MSF lavora in Costa d'Avorio dal 1990 con circa 55 operatori internazionali e oltre 1.200 collaboratori locali.


Man, 15 febbraio 2006


Man…, ecco dove sono: a Man, in Costa d'Avorio.
Circondata da colline e montagne, 18 in tutta la regione, e non sono stato io a contarle.
Insomma è un po' come stare a Roma, solo che ognuno potrebbe scegliere il proprio Aventino in modo più personale…
Man…, il suo ospedale, le sue cliniche, i suoi alberghi, le sue attrazioni turistiche.
Man, nella vecchia Costa d'Avorio, quella che tutti ricordano come il paese che in "tempi normali" era la Svizzera dell'Africa dell'Ovest…

Man, nella Costa d'Avorio di oggi, che tutti vedono come un paese diviso e che soffre questa situazione di blocco di tutte le attività, soprattutto nel nord, sempre più isolato e povero, contro una capitale dove l'opulenza e la ricchezza in certi quartieri è evidente.
MSF è presente dappertutto, ma la zona dove io ho passato 6 mesi, è una delle enclavi ribelli, dove esiste lo stato nello stato, o meglio dove un nuovo stato si è costituito, con i suoi servizi e le sue strutture, scuole, polizia, uffici delle tasse...
Ma subito dopo gli scontri, e prima dell'intervento di MSF, l'accesso ai farmaci era diventato impossibile, tutti gli apparecchi medici erano stati sottratti, e lo staff medico e paramedico fuggito al sud.
Oggi MSF lavora per garantire tutto questo e per garantire un futuro a tutto questo.

Servizi di pronto soccorso, medicina, chirurgia, ginecologia, maternità, pediatria, laboratorio, trattamento sieropositivi, centro terapeutico nutrizionale a favore dei bambini malnutriti, strutture di ricovero per i meno abbienti che necessitano delle cure supplementari, più tutte quelle strutture che ci aiutano a migliorare la qualità dei servizi, perché solo la quantità sarebbe un triste elenco delle attività.
E ancora, farmacie, cucine, uffici, servizi di accoglienza e, da dicembre, tutto un nuovo impianto di distribuzione ed evacuazione delle acque.

In questi sei mesi siamo partiti dalla progettazione del nuovo impianto fino alla completa realizzazione. Quasi 300 metri di canali di scolo, 200 rubinetti a pressione, un pozzo che dà l'acqua sempre a tutto l'ospedale, una torre d'acqua di oltre 10.000 litri e due "blodder" di soccorso. È stata una grande sfida garantire a tutte le costruzioni che l'acqua non erodesse le fondamenta o che tentasse di penetrare, creando un effetto "gorgonzola" maturo sui muri.
Una grande sfida, contattare Abidjan e organizzare per la trivellazione e l'installazione del sistema di pompaggio, per un dislivello di oltre 70 metri, per evitare che l'acqua si disperdesse.

Una grande sfida, rendere la torre efficiente, in maniera tale che i sistemi troppo-pieno (o troppo-vuoto) funzionassero in modo tale da non trovarsi senz'acqua al momento meno opportuno.
Una grande sfida, rifare le canalizzazioni per lo scolo delle acque, sia dagli edifici che dall'ospedale, con la creazione di una serie di mini-giardini per evitare il ruscellamento delle acque.
Una grande sfida, l'installazione di quasi 200 rubinetti a pressione provenienti dal Sud Africa, per garantire la conservazione dell'acqua e una pressione costante anche al piano elevato dell'edificio principale.

MSF ha fatto tutto questo, e tutti noi abbiamo dato il nostro contributo, fatto di impegno, gioia, fatica, entusiasmo per i traguardi raggiunti e piccole frustrazioni per i ritardi, per le riunioni, lunghe o corte, tranquille o accese.
MSF ha fatto tutto questo per aiutare delle persone in difficoltà, che ci hanno ripagato dandoci una grande fiducia, credendo e sostenendoci, contribuendo con la loro abnegazione e il loro lavoro, creando una squadra tra locali ed espatriati che mai avevo trovato altrove.


Mi rattrista pensare che a volte, ancora oggi, esistano ed esisteranno i presupposti per creare situazioni volte a far perdere la dignità alle persone. Per fare delle guerre, per agire spinti dalla prepotenza.

Giovanni

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