25/01/2012

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SomaliaSomalia

La violenza che dilaga nel paese mette a rischio l’azione umanitaria. Alla fine di dicembre, due membri di MSF, Philippe e Andrias, sono stati uccisi in uno degli ospedali di Mogadiscio mentre non si hanno ancora notizie di Blanca e Montserrat, le operatrici di MSF rapite 3 mesi fa nel campo profughi di Dadaab, nel nord del Kenya.

 

Sud SudanSud Sudan

Le violenze hanno costretto 20.000 persone ad abbandonare il Blue Nile State e rifugiarsi a Doro. La presenza dei rifugiati ha creato un’emergenza medica oltre a problemi di igiene, di accesso all’acqua e di sicurezza. Medici Senza Frontiere ha installato latrine e pompe idrauliche, curando i casi di diarrea, malaria e le infezioni respiratorie.

 

Cambogia

La tubercolosi è una delle maggiori sfide sanitarie che affronta oggi la Cambogia. Nella provincia di Kampong Cham, Medici Senza Frontiere, per contenere il diffondersi della malattia, ha introdotto un nuovo test che permette una diagnosi più rapida attraverso un programma completo che include anche servizi di cura a domicilio.

 

RDCRepubblica Democratica del Congo

Medici Senza Frontiere lavora che nell’ospedale Rutshuru da sette anni, ha aumentato dallo scorso novembre la capacità ricettiva del reparto pediatrico. I bambini ricoverati all’ospedale Rutshuru sono per lo più vittime della malaria mentre la seconda principale causa di ricovero è la malnutrizione.

 

HaitiHaiti

A due anni dal terremoto, 500.000 persone vivono ancora in condizioni di estrema precarietà. A Tabarre, Medici Senza Frontiere sta per inaugurare un nuovo ospedale da 120 posti-letto. Già scarse prima del terremoto, le strutture sanitarie sono troppo lontane e costose per le persone che abitano nelle baraccopoli.