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  • Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

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Paesi

7 Aprile 2014

Vent’anni dopo il genocidio in Ruanda, MSF pubblica per la prima volta i propri casi studio “Speaking Out”

14 Dicembre 2003

Federica è una psicologa: da mesi lavora in Ruanda, con le donne disponibili a tentare una riconciliazione con il recente passato

21 Gennaio 2002

Gisenyi, 21 gennaio 2002. Partono da Kigali i primi soccorsi d'emergenza che Medici Senza Frontiere (MSF) ha inviato alla città ruandese di Gysenyi per soccorrere la popolazione sfollata che fugge da Goma dopo l'eruzione del vulcano Nyiragongo.