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  • Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

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9 Luglio 2018

Mi ricordo Mosul. Era aprile 2017, la battaglia per espugnare la città dall'Isis ancora in corso. Tutti gli ospedali erano stati bombardati e la popolazione priva di ogni assistenza medica.

9 Luglio 2018

Un anno dopo la fine della battaglia di Mosul tra il gruppo dello Stato Islamico e le forze militari irachene, il sistema sanitario è ancora al collasso e a fatica riesce a far fronte al ritorno in città di migliaia di persone.

3 Maggio 2018

Una sala operatoria mobile, un reparto di degenza con 33 posti letto e un’area dedicata agli interventi di salute mentale.

12 Febbraio 2018

In un evento collaterale alla Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq, che si apre oggi in Kuwait, chiediamo di non dimenticare i bisogni medico-umanitari attuali di chi è ancora intrappolato o sfollato a causa del conflitto.

12 Gennaio 2018

“Abbiamo identificato la salute mentale come un'esigenza fondamentale, perché molti sfollati interni avevano assistito a eventi estremamente traumatici e necessitavano di assistenza. Inoltre, a causa dei pregiudizi legati alla salute mentale, molti si sentivano in imbarazzo a chiedere aiuto”.

13 Novembre 2017

Un terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito diverse zone vicino al confine tra Iran e Iraq. Le équipe di MSF stanno continuando a monitorare da vicino la situazione e sono pronte a rispondere in caso fosse necessario.

20 Ottobre 2017

Ogni giorno i nostri operatori umanitari sono al lavoro nei principali teatri di guerra in tutto il mondo per soccorrere le popolazioni colpite. Impegnati il più vicino possibile alla linea del fronte, forniscono cure mediche e chirurgiche ai feriti o ai malati rimasti senza cure, fanno nascere bambini, offrono assistenza psicologica, migliorano le condizioni nei campi rifugiati.

12 Ottobre 2017

L’offensiva di Hawija ha costretto 14.000 persone a fuggire verso i distretti circostanti, nel governatorato di Kirkuk, dove arrivano in condizioni di estrema vulnerabilità e con urgente bisogno di assistenza.

3 Ottobre 2017

Ho lasciato da poco più di un’ora Hammam al-Alil, il paese a Sud di Mosul dove abbiamo montato il nostro ospedale da campo. Due sale operatorie dove curiamo le vittime dei cecchini di Daesh (il sedicente Stato Islamico) e dei mortai della coalizione. Sono intrappolati in 100.000, forse 150.000, nel centro storico di Mosul ovest, l’ultimo rifugio dei miliziani del Daesh.

5 Luglio 2017

Gli altissimi livelli di conflitto e violenza nella città assediata di Mosul – soggetta a continui attacchi aerei, bombardamenti, attacchi suicidi e sparatorie – stanno costando un prezzo devastante agli abitanti. I nostri pazienti sono solo la punta dell’iceberg, molti non hanno accesso alle cure.

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