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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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15 Novembre 2017

Sara, farmacista, ci racconta la sua esperienza come operatrice MSF, le sfide che ha dovuto affrontare e perché ha deciso di partire.

Vuoi diventare anche tu operatore umanitario e lavorare con noi? Scopri come fare!

"Mi chiamo Sara e ora mi trovo in Afghanistan per una missione di 6 mesi. Non è la prima volta che parto con MSF: ho già prestato servizio come farmacista in Repubblica Centrafricana e ad Haiti.

20 Ottobre 2017

Ogni giorno i nostri operatori umanitari sono al lavoro nei principali teatri di guerra in tutto il mondo per soccorrere le popolazioni colpite. Impegnati il più vicino possibile alla linea del fronte, forniscono cure mediche e chirurgiche ai feriti o ai malati rimasti senza cure, fanno nascere bambini, offrono assistenza psicologica, migliorano le condizioni nei campi rifugiati.

8 Marzo 2017

Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione di oggi contro l’ospedale Sardar Mohammad Daud Khan di Kabul.

8 Marzo 2017

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, celebriamo le donne afghane sottolineando i pericoli che devono affrontare durante la gravidanza e il parto.

9 Febbraio 2017

Siamo scioccati dall’attacco contro il personale del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) in Afghanistan, provincia di Jawzan, mercoledì 8 febbraio. L’attacco ha provocato la morte di sei operatori umanitari, mentre di altri due non si hanno notizie.

3 Ottobre 2016

Il 3 ottobre 2015, bombardamenti aerei statunitensi hanno ucciso 42 persone e distrutto l'ospedale traumatologico di MSF a Kunduz, in Afghanistan. Con questo video vogliamo ricordare i nostri colleghi e pazienti e ribadire il nostro messaggio: gli ospedali non sono un bersaglio #NotATarget.

2 Settembre 2016

Il dottor Erlend Grønningen, originario di Trondheim in Norvegia, è il responsabile medico del reparto di degenza di MSF dell’ospedale di Boost a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand (Afghanistan). Ci racconta come il conflitto, nei distretti circostanti a Lashkar Gah, impedisca alle persone di raggiungere l’ospedale.

12 Agosto 2016

Mentre i combattimenti si spostano verso i distretti intorno a Lashkar Gah, capitale della provincia di Helmand, i malati e i feriti faticano a raggiungere il Boost Hospital, una struttura con 300 posti letto gestita da MSF in collaborazione con Il Ministero della Salute afghano.

Negli ultimi dieci anni, la provincia di Helmand ha sempre visto i combattimenti tra il governo e le forze dell’opposizione. Si tratta di una delle principali barriere per le persone in cerca di assistenza sanitaria salvavita.

6 Maggio 2016
Nell’ospedale di Dasht-e-Barchi a Kabul, MSF gestisce un nuovo progetto di ostetricia di emergenza e cura neonatale. Da quando è stato avviato - un anno fa - il numero di parti è raddoppiato ogni mese. Il totale nel 2015 è stato di 11.000 nascite e si prevede cresca anche quest’anno. La sfida che si prefigge MSF è di mantenere la stessa qualità dell’assistenza nonostante l’aumento di donne che vengono a partorire nella struttura.
 
30 Aprile 2016

MSF prenderà il tempo necessario per esaminare il rapporto statunitense e stabilire se risponde alle molte domande che restano ancora senza risposta sette mesi dopo l’attacco.

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