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  • Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

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Paesi

16 Marzo 2018

Due anni fa l’Unione Europea e i suoi Stati membri hanno deciso di respingere migliaia di persone e di compromettere il concetto stesso di asilo con il blocco in Turchia di richiedenti asilo in cerca di sicurezza in Europa.

16 Marzo 2017

A un anno dall’accordo UE-Turchia, pubblichiamo un rapporto internazionale che mostra i costi umani del fallimento delle politiche europee in Grecia e nei Balcani, con un appello ai leader dell’UE e degli Stati membri.

13 Maggio 2016

Pubblichiamo oggi una lettera aperta, indirizzata ai leader degli stati membri e alle istituzioni europee, che condanna con forza il trattato UE-Turchia, considerandolo un’abdicazione dalla responsabilità morale e legale dell’Europa di fornire asilo alle persone che ne hanno disperato bisogno.

28 Ottobre 2011

In seguito al terremoto che ha colpito la Turchia orientale nel mese di ottobre, provocando almeno 500 morti e 2.500 feriti, MSF ha inviato un’équipe a Van ed Ercis, le aree maggiormente colpite; dopo una prima fase di analisi allo scopo di identificare le principali necessità e carenze, MSF si sta concentrando, con la collaborazione di alcune ONG turche, nel rifornimento di generi di prima necessità nelle aree rurali, in cui lo spiegamento dei soccorsi è stato più difficile