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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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30 Dicembre 2015

È stato un privilegio essere qui in questa zona di frontiera, sul molo della banchina di Pozzallo ad accogliere e soccorrere tutte le persone che affrontano il deserto del Sahara e il Mar Mediterraneo, alla ricerca di qualcosa di migliore. Nelle mie giornate di lavoro, c'è la bellezza dell’incontro con l’altro ma, a volte, anche la frustrazione di non trovare le risposte adeguate.

30 Dicembre 2015

MSF non può prendersi cura dei pazienti a causa di condizioni di accoglienza inadeguate e poco dignitose.

28 Dicembre 2015

Gli operatori umanitari italiani hanno dato, come sempre, un importante contributo sul campo. Ma altrettanto fondamentale è il sostegno dei tanti donatori privati: solo grazie a loro, a voi, possiamo portare avanti la nostra azione in modo indipendente, neutrale e imparziale. Oggi più che mai, il vostro supporto è essenziale.

28 Dicembre 2015

Negli ultimi cinque mesi in Yemen come coordinatore medico per l’emergenza, Celine Langlois è rimasta sorpresa dall’abilità delle persone di andare avanti con la vita di tutti i giorni tra attacchi aerei e una disperata necessità di combustile e acqua.

22 Dicembre 2015

MSF ha ospitato le prime 50 persone all’interno dell’area del S. Giuseppe - messa a disposizione dalla Caritas di Gorizia - dove qualche settimana fa erano iniziati i lavori di allestimento dei container per offrire uno spazio di accoglienza.

15 Dicembre 2015

A dicembre di due anni fa scoppiava il conflitto in Sud Sudan e i combattimenti iniziati nella capitale Juba si diffondevano rapidamente in tutto il paese. Lo Stato più colpito dalle violenze è però quello di Unity - nel nord del Paese, al confine col Sudan – dove la popolazione civile vive in condizioni terribili, i tassi di malnutrizione sono allarmanti e la necessità di accesso alle cure mediche non è mai stata così urgente.

12 Dicembre 2015

Dopo due mesi di indagini approfondite seguite all’attacco aereo degli Stati Uniti che ha distrutto il nostro centro traumatologico a Kunduz, in Afghanistan, lo scorso 3 ottobre, annunciamo oggi con grande tristezza che il bilancio delle vittime è salito ad almeno 42 persone.

11 Dicembre 2015

In seguito alla diminuzione sia dei fondi da parte dei donatori internazionali sia della spesa del governo haitiano in ambito sanitario, un numero senza precedenti di donne in stato di gravidanza si sta rivolgendo al Centro di riferimento per le emergenze ostetriche (CRUO), un ospedale a Port-au-Prince gestito da MSF che si occupa di casi ostetrici complessi.

11 Dicembre 2015

Un triplo attacco suicida avvenuto nell'isola di Koulfa nella zona del lago Ciad, in Ciad, sabato mattina, ha causato 30 morti e almeno 200 feriti. Stiamo lavorando giorno e notte per fornire cure salva-vita.

10 Dicembre 2015

La situazione umanitaria sta raggingendo livelli insostenibili. Questo nuovo picco di violenza, in corso dalla scorsa settimana, ha paralizzato la fornitura degli aiuti umanitari, già limitati, destinati a più di mezzo milione di persone nella zona. Potremmo dover chiudere il nostro ospedale nella provincia di Aleppo.

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