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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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Argomento

29 Dicembre 2016

Condividiamo i desideri e i sogni di cinque dei nostri colleghi medici direttamente dai progetti in cui lavorano, in contesti diversi come la Bielorussia, la Liberia o la Giordania.

28 Dicembre 2016

Come riportato nel nostro nuovo Rapporto sulla situazione in Niger, nelle ultime settimane abbiamo assistito centinaia di nuovi sfollati in seguito ad attacchi contro le loro comunità attribuiti a Boko Haram.

22 Dicembre 2016

Dopo una valutazione dei bisogni umanitari di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in transito alle frontiere settentrionali dell’Italia, abbiamo deciso di intervenire fornendo supporto medico e psicologico, con un’attenzione particolare alla salute della donna. Le attività vengono svolte in collaborazione con le reti locali di volontari, le istituzioni locali e le altre organizzazioni presenti sul territorio, con cui ci coordiniamo per offrire supporto psicologico e medico alle persone più vulnerabili. 

22 Dicembre 2016

Grazie alla generosità di voi sostenitori, nel 2016 i nostri team hanno continuato a salvare vite in più di 70 Paesi.

21 Dicembre 2016

Siamo allarmati per le gravi condizioni di vita delle persone trattenute ed esprimiamo la nostra opposizione alla detenzione indefinita e arbitraria di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Libia.

21 Dicembre 2016

Sono Sara, un medico, e in questo momento lavoro ad Haiti in una clinica di MSF che offre supporto medico e psicologico alle sopravvissute di violenze e abusi sessuali.

16 Dicembre 2016

Le équipe MSF stanno fornendo supporto e forniture mediche nell’ambito dell’evacuazione dei feriti da Aleppo est nel governatorato di Idlib. Un medico e un logista hanno condotto ieri le prime valutazioni dei bisogni nell’area. MSF ha inoltre inviato una prima fornitura di 17 metri cubi di farmaci e materiale medico all'ospedale di Aqrabat, la principale struttura di ricezione dei feriti evacuati da Aleppo est, situata a 6 km da Atmah, dove si trova il magazzino di MSF.

15 Dicembre 2016

MSF chiede un chiarimento immediato da parte dell’Agenzia europea di guardia di frontiera e costiera (FRONTEX) in seguito all’articolo pubblicato dal Financial Times, dove l’agenzia avrebbe accusato le organizzazioni umanitarie che operano nel Mar Mediterraneo Centrale di “colludere con i trafficanti di migranti”.

14 Dicembre 2016

Con la situazione ad Aleppo giunta a un punto cruciale, siamo indignati per la violenza esercitata contro i civili e la passività dimostrata da tutti gli attori che possono fare qualcosa per fermarla.

12 Dicembre 2016

Siamo estremamente preoccupati dalle recenti dichiarazioni del portavoce ufficiale del Joint Incidents Assessment Team (JIAT) in Yemen, Mansour Ahmad Al-Mansour, sul bombardamento dell’ospedale di Abs, nel governatorato di Hajjah, avvenuto il 15 agosto 2016. Le dichiarazioni non riflettono le conversazioni che MSF ha avuto in Arabia Saudita con lo JIAT e le forze militari dopo l’attacco. Anche MSF ha condotto la propria indagine sull’incidente, le cui conclusioni sono state condivise con le autorità saudite.

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