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  • Dopo un intervento di emergenza di due mesi nella Provincia dell’Equatore in Repubblica Democratica del Congo (RDC), le nostre équipe hanno iniziato a passare il testimone della risposta contro l’Ebola al Ministero della Salute locale e ad altre organizzazioni non governative a Mbandaka, Bikoro, Itipo e Iboko.

  • Alcune notti fa, mentre camminavo sul ponte dell’Aquarius per controllare i pazienti, mi sono fermato a parlare con alcuni ragazzi nigeriani a bordo. Puntavano il dito e lo sguardo a un bagliore all’orizzonte, curiosi di sapere se stessimo raggiungendo l’Europa e sul motivo della nostra sosta così prolungata. Gli ho mostrato sul mio telefono la nostra posizione sulla mappa, eravamo bloccati tra la Sicilia e Malta. Puntando lo sguardo a nord dalla prua potevamo vedere le tenui luci dell’Italia.

  • Nel campo di Kutupalong in Bangladesh, abbiamo aperto un nuovo reparto di maternità. In questo periodo, su dieci letti occupati, quattro accolgono donne Rohingya che hanno subito violenze sessuali. Nella struttura, costruita per resistere alla stagione delle piogge, ci sono stanze private per le neo-mamme che potranno essere assistite senza il rischio che qualcuno le identifichi o ascolti ciò che dicono.

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Argomento

15 Marzo 2018

La maggior parte delle persone nella Ghouta orientale vivono nascoste sotto terra. Anche le cure mediche sempre di più vengono fornite nei sotterranei. Ciò che sta accadendo nell’enclave non può reggere la luce del giorno.

2 Marzo 2018

Ci è appena arrivata una drammatica video-testimonianza da un ospedale materno-infantile colpito nei recenti bombardamenti nella Ghouta orientale. Ad inviarcelo sono stati i medici che lavorano nella struttura, che supportiamo dal 2014.

27 Febbraio 2018

I violenti bombardamenti nella Ghouta Orientale, in Siria, hanno ferito 3.300 persone e ne hanno uccise 630 in soli 7 giorni. Più di 10 strutture che supportiamo sono state colpite. L'assedio impedisce l'arrivo delle medecine mentre le bombe continuano a cadere.

24 Febbraio 2018

Il numero delle vittime nell’enclave assediata di Ghouta orientale, in Siria, sta aumentando oltre ogni immaginazione mentre la capacità di fornire cure mediche è agli sgoccioli. Gli ospedali e le strutture sanitarie supportate da MSF hanno ricevuto più di 2.500 feriti e oltre 520 morti in cinque giorni di intensi attacchi e bombardamenti.

22 Febbraio 2018

Nei nostri 46 anni di storia, abbiamo utilizzato la nostra presenza sul terreno e la prossimità con i pazienti per testimoniare e portare all'attenzione del mondo la situazione delle popolazioni colpite da malattie, disastri naturali e conflitti.

21 Febbraio 2018

Enormi afflussi di pazienti, con centinaia di morti e di feriti, causati dall’aumento vertiginoso di attacchi e bombardamenti. È quanto ci hanno riportato le strutture mediche che supportiamo nell’area di Ghouta orientale, in Siria, un’enclave assediata non lontano da Damasco sotto il controllo dell’opposizione.

20 Febbraio 2018

Ho ascoltato centinaia di storie, alcune belle altre davvero tragiche. Tra queste quella di Zehra* una bambina di 8 anni che mi ha disegnato i suoi ricordi, troppo dolorosi per essere raccontati, con l’aiuto di pennarelli e pastelli colorati.

13 Febbraio 2018

Nei giorni scorsi un centro sanitario da noi supportato a Mishmishan, nel governatorato di Idlib, nel nord-ovest della Siria, è stato colpito da un raid aereo. Il bombardamento è avvenuto mentre l’equipe medica del centro era impegnata in alcuni villaggi limitrofi per seguire il programma di vaccinazioni. È solo per una coincidenza che la vita dei suoi componenti, oltre a quelle dei genitori e dei bambini che sarebbero stati in fila per le vaccinazioni, sono salve.

12 Febbraio 2018

In un evento collaterale alla Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq, che si apre oggi in Kuwait, chiediamo di non dimenticare i bisogni medico-umanitari attuali di chi è ancora intrappolato o sfollato a causa del conflitto.

2 Febbraio 2018

A Taiz, in Yemen, la situazione è particolarmente critica dopo l’intensificarsi del conflitto lungo tutta la linea del fronte intorno alla città. Alla fine di gennaio le nostre equipe hanno trattato più di 117 feriti di guerra in soli tre giorni e il numero continua a crescere.

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