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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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5 Aprile 2017

Un altro tragico giorno nel Mediterraneo. La Prudence, la nostra nave di ricerca e soccorso, sbarcherá domani mattina alle sette al porto di Catania con a bordo sei corpi - cinque giovani donne e un uomo - recuperati dal mare nei giorni scorsi.

12 Dicembre 2016

Siamo estremamente preoccupati dalle recenti dichiarazioni del portavoce ufficiale del Joint Incidents Assessment Team (JIAT) in Yemen, Mansour Ahmad Al-Mansour, sul bombardamento dell’ospedale di Abs, nel governatorato di Hajjah, avvenuto il 15 agosto 2016. Le dichiarazioni non riflettono le conversazioni che MSF ha avuto in Arabia Saudita con lo JIAT e le forze militari dopo l’attacco. Anche MSF ha condotto la propria indagine sull’incidente, le cui conclusioni sono state condivise con le autorità saudite.

26 Ottobre 2016

Nella giornata di ieri 25 uomini e donne hanno perso la vita nel Mediterraneo Centrale. I loro corpi sono stati trovati dal team della Bourbon Argos, una delle tre navi di ricerca e soccorso di MSF, sul fondo di un gommone sovraccarico di persone, a 26 miglia dalle coste libiche. MSF ha soccorso anche 107 superstiti dallo stesso barcone e altre 139 persone da un altro vicino.