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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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28 Settembre 2017

Da quando è stata dichiarata l’epidemia di colera in RDC, il 9 settembre, abbiamo trattato 17.000 persone e allestito circa 30 unità e centri di trattamento. La malattia si è già diffusa in 20 province, una situazione mai vista nel Paese.

19 Settembre 2017

Con l’aumento dei casi di colera a Monguno, Dikwa e Maiduguri, continuiamo a rafforzare la nostra riposta nello Stato di Borno, in Nigeria. Dall’inizio dell’epidemia, sono stati registrati 2.627 casi di colera, con 48 decessi.

4 Settembre 2017

Stiamo aumentando gli sforzi per prevenire ulteriori morti e la diffusione del colera a Maiduguri, in coordinamento con il Ministero della Salute e altre organizzazioni che stanno rispondendo all’epidemia in città. A Dala, abbiamo aperto un’Unità per il Trattamento del Colera da 40 posti letto, che finora ha ricoverato 70 pazienti.

31 Agosto 2017

La recente epidemia di colera scoppiata in Sud Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, rischia di diffondersi in modo incontrollato se non verranno adottate misure di contenimento. I nostri team stanno fornendo assistenza nelle città di Minova, Bukavu, Bulengo, Numbi, Sebele, Nyange e Baraka, ma devono essere messe in atto rapidamente misure preventive per contenere l'epidemia, soprattutto in grandi città come Minova e Bukavu.

23 Agosto 2017

Nonostante il numero di nuovi casi di colera in Yemen sembra essere rallentato negli ultimi 30 giorni, a quattro mesi dallo scoppio dell'epidemia molte persone muoiono ancora inutilmente nelle zone remote del paese. Senza un aumento urgente degli aiuti e un approccio preventivo a livello comunitario, la gente continuerà a morire di questa malattia evitabile. Dalla dichiarazione dello stato di epidemia il 27 aprile 2017 sono state colpite più di 500.000 persone.

11 Luglio 2017

Nel distretto settentrionale di Abs, l’area più gravemente colpita dall’epidemia di colera, urge un aumento esponenziale degli aiuti.

6 Giugno 2017

Le testimonianze degli sfollati a rischio colera e malnutrizione nelle foreste vicino a Pieri, in Sud Sudan.

6 Giugno 2017

La malnutrizione e un sospetto focolaio di colera dilagano fra gli sfollati nelle foreste vicino a Pieri, in Sud Sudan.

31 Maggio 2017

I casi di colera in Yemen continuano ad aumentare: secondo le cifre dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alla data del 29 maggio, sono stati più di 50.000, riportati in 19 governatorati su 22.

22 Maggio 2017

Con l’aumento dei casi di colera e diarrea acquosa acuta in Yemen, avvertiamo che l'epidemia rischia di andare fuori controllo e chiediamo una risposta urgente e adeguata. Il numero di casi sospetti è più che raddoppiato negli ultimi cinque giorni, da 11.000 il 14 maggio a più di 23.500 il 19 maggio.

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