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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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14 Aprile 2017

I combattimenti a Mosul continuano e le conseguenze mediche e umanitarie per la popolazione sono devastanti. La video-testimonianza di Loris De Filippi, presidente di MSF, appena rientrato dall'Iraq.

13 Aprile 2017

Decine di civili uccisi e feriti, in migliaia costretti a fuggire per sopravvivere e aiuti umanitari scarsi o inesistenti: è quanto testimoniano le nostre équipe impegnate in Repubblica Centrafricana (CAR), dove il conflitto è sempre più intenso ed esteso.

2 Dicembre 2016

Lungo la strada per incontrare i suoi amici per un caffè Abu Ahmed, 27 anni, tecnico di computer, è stato ferito da una bomba a grappolo. Quattro settimane più tardi la sua frattura ossea non era ancora guarita. La sua unica speranza è un’operazione chirurgica ortopedica specialistica in Turchia – ma è intrappolato ad Aleppo Est. Costretto a letto, adesso guarda con disperazione il suo quartiere cadere in macerie sotto la nuova ondata di bombardamenti aerei.

28 Novembre 2016

L’intensa ripresa del conflitto nelle zone assediate vicino Damasco e Homs, dalla seconda metà di novembre, sta portando a un significativo aumento delle vittime di massa.