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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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20 Ottobre 2017

Ogni giorno i nostri operatori umanitari sono al lavoro nei principali teatri di guerra in tutto il mondo per soccorrere le popolazioni colpite. Impegnati il più vicino possibile alla linea del fronte, forniscono cure mediche e chirurgiche ai feriti o ai malati rimasti senza cure, fanno nascere bambini, offrono assistenza psicologica, migliorano le condizioni nei campi rifugiati.

7 Agosto 2017

I civili malati e feriti all'interno e all'esterno della città di Raqqa stanno affrontando gravi difficoltà di accesso all’assistenza medica salva-vita a causa della battaglia in corso per il controllo della città nel nord est della Siria. "I pazienti ci segnalano che un gran numero di malati e feriti è intrappolato nella città di Raqqa, con limitato se non inesistente accesso alle cure mediche e con scarse possibilità di fuga dalla città", afferma Vanessa Cramond, coordinatore medico di MSF per la Turchia e la Siria settentrionale.

21 Gennaio 2016

Martedì 19 gennaio siamo arrivati nella zona di Al Hurair, nel quartiere di Al Houban a Taiz, dopo aver ricevuto una chiamata da un nostro contatto della zona: un attacco aereo aveva colpito alcuni bambini e un insegnante ed era necessario il nostro supporto per soccorrere i feriti. Ci siamo precipitati verso l’area, vicino alla linea del fronte che circonda la città di Taiz, per portare assistenza alle persone colpite.

25 Novembre 2015

Il 3 ottobre 2015 resterà per sempre un giorno di lutto nella storia di MSF. Quattordici colleghi di MSF hanno perso la vita nel tragico attacco al nostro ospedale a Kunduz, in Afghanistan. Tutti in MSF partecipano al dolore delle famiglie delle vittime. Ci mancheranno molto e non li dimenticheremo mai.

14 Ottobre 2015

MSF è stata informata che la Commissione d’Inchiesta Umanitaria Internazionale (IHFFC) è stata attivata. Questo è il primo passo necessario per avviare un’investigazione indipendente sull’attacco all’ospedale di MSF a Kunduz in Afghanistan, il 3 ottobre scorso. La Commissione sta ora aspettando il consenso degli Stati Uniti e dell’Afghanistan per procedere.

7 Ottobre 2015

Chiediamo l’attivazione della Commissione d'Inchiesta Umanitaria Internazionale sul bombardamento in Afghanistan. Il discorso pronunciato dalla presidente internazionale di MSF Joanne Liu, in un media briefing al Palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra:

6 Ottobre 2015

Questo video amatoriale è stato girato da uno dei nostri operatori a Kunduz il giorno dopo i raid aerei che hanno colpito il nostro ospedale. Le immagini mostrano come il nostro ospedale sia stato gravemente danneggiato.

6 Ottobre 2015

Chiediamo che venga avviata un’investigazione completa, trasparente e indipendente per sapere esattamente cosa sia successo a Kunduz. Condividi anche tu #‎IndependentInvestigation‬ sui social network.

5 Ottobre 2015

“Oggi il governo degli Stati Uniti ha ammesso che è stato il loro attacco aereo a colpire il nostro ospedale di Kunduz e uccidere 22 persone tra pazienti e staff MSF. La loro descrizione dell’attacco continua a cambiare: da danno collaterale a tragico incidente, si cerca ora di scaricare la responsabilità sul governo afghano. La realtà dei fatti è che gli Stati Uniti hanno sganciato quelle bombe. Gli Stati Uniti hanno colpito un grande ospedale pieno di pazienti feriti e di staff MSF.

4 Ottobre 2015

Testimonianza del nostro infermiere Lajos Zoltan Jecs che si trovava nell’ospedale traumatologico di Kunduz quando è stato colpito da una serie di bombardamenti aerei, nelle prime ore di sabato mattina.