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  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

  • La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh, non accenna a diminuire. Dal 25 agosto più di 620.000 Rohingya sono fuggiti dal Myanmar per raggiungere il paese vicino. Questi arrivi si sono aggiunti alle centinaia di migliaia di Rohingya che avevano lasciato il proprio paese negli anni scorsi e vivevano già in condizioni precarie. La testimonianza di Elena dal cuore di una crisi.

  • Da quattro giorni, la Coalizione guidata dall’Arabia Saudita non autorizza più i nostri voli verso lo Yemen, ostacolando direttamente la capacità di fornire assistenza medico-umanitaria salvavita a una popolazione già stremata. Chiediamo alla Coalizione di consentire immediato accesso al Paese, affinché l'assistenza possa raggiungere i più bisognosi.

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12 Dicembre 2017

Lo scorso 13 novembre, attacchi aerei hanno colpito il mercato di Al Atarib. Il video mostra l'impatto dei bombardamenti sulla struttura medica con la testimonianza del direttore, Hassan Obid.

29 Settembre 2017

Con l’intensificarsi dei bombardamenti in Siria nord-occidentale (principalmente nei governatorati di Idlib e Hama) da martedì 19 settembre, gli ospedali stanno chiudendo perché sono stati bombardati o perché temono di essere colpiti, lasciando i pazienti con sempre meno possibilità di ricevere cure salvavita nel momento in cui ne hanno più bisogno.

14 Luglio 2017

Il violento conflitto scoppiato nella regione del Gran Kasai, in Repubblica Democratica del Congo (DRC), sta provocando una delle più gravi crisi umanitarie del momento con un impatto devastante sulla popolazione civile.

16 Maggio 2017

Violenti combattimenti sono scoppiati nella città di Bangassou, in Repubblica Centrafricana (CAR), lo scorso fine settimana, spingendo la popolazione civile a fuggire dalle proprie case per cercare riparo. Chiediamo di nuovo a tutte le parti in conflitto di consentire l’assistenza medica urgente ai civili e ai feriti.

10 Maggio 2017

Le nostre équipe in Yemen stanno ricevendo e trattando un numero crescente di pazienti affetti da colera e diarrea acquosa acuta nei governatorati di Amran, Hajja, Al-Dhale’, Taiz, e Ibb. Il numero di pazienti è drasticamente aumentato nelle ultime due settimane, raggiungendo un totale di più di 780 casi dal 30 marzo.

3 Maggio 2017

Abbiamo sospeso il supporto medico nella zona di Ghouta Est fino a quando non ci saranno chiari segnali del rispetto delle strutture sanitarie da parte delle parti in conflitto.

14 Aprile 2017

I combattimenti a Mosul continuano e le conseguenze mediche e umanitarie per la popolazione sono devastanti. La video-testimonianza di Loris De Filippi, presidente di MSF, appena rientrato dall'Iraq.

22 Marzo 2017

All’interno e intorno a Mosul scarseggiano le risorse mediche per trattare l’alto numero di pazienti. In due mesi abbiamo assistito 1.800 pazienti, 100 parti ed diversi bambini severamente malnutriti.

22 Marzo 2017

Il 19 febbraio abbiamo aperto un ospedale traumatologico da campo con capacità chirurgica in un villaggio a sud di Mosul. È composto di due sale operatorie, un’unità di terapia intensiva, un pronto soccorso, un reparto di degenza e altre strutture di supporto. Le nostre équipe che lavorano all’interno dell’ospedale, composte principalmente da chirurghi, medici e infermieri iracheni, operano i casi più gravi e potenzialmente mortali (codice rosso), mentre chi può aspettare è trasferito in ospedali più lontani.

8 Marzo 2017

Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione di oggi contro l’ospedale Sardar Mohammad Daud Khan di Kabul.

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