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  • In un mese, dal 25 agosto al 24 settembre 2017, sono morti a causa della violenza in Myanmar, nello Stato di Rakhine, almeno 6.700 Rohingya, tra cui 730 bambini al di sotto dei 5 anni. È quanto emerge dalla nostra indagine condotta tra i rifugiati Rohingya in Bangladesh.

  • Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese.

  • Per il secondo inverno consecutivo, le autorità greche tengono intrappolate migliaia di uomini, donne e bambini nelle isole greche, abbandonandoli sull’orlo di una crisi umanitaria.

    Per rispondere a questa crisi, abbiamo intensificato il nostro intervento umanitario d’emergenza nel Paese. Allo stesso tempo, lanciamo un nuovo appello all’Europa e alle autorità greche affinché queste persone vengano al più presto ricollocate sulla parte continentale della Grecia.

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16 Febbraio 2018

Un anno dopo lo scoppio del conflitto nella regione dell’Upper Nile in Sud Sudan, molte delle persone che erano fuggite dalle violenze si trovano ancora intorno al villaggio di Aburoc. Ma presto questa comunità dovrà affrontare una scelta difficile: restare in questa zona, dove le condizioni di vita sono durissime e peggiorano di giorno in giorno, oppure tornare a casa nei loro vecchi villaggi dove ci sono ancora tensione e conflitti.

14 Febbraio 2018

Abbiamo diffuso proattivamente i nostri principi e procedure per combattere ogni forma di abuso all’interno della nostra organizzazione, insieme ai dati sui casi riscontrati nel 2017. Abbiamo preso questa decisione per portare avanti il nostro spirito di trasparenza, in un momento in cui il tema è sotto i riflettori in tutti i settori e gli ambiti della società, purtroppo anche quello umanitario. 

13 Febbraio 2018

Nei giorni scorsi un centro sanitario da noi supportato a Mishmishan, nel governatorato di Idlib, nel nord-ovest della Siria, è stato colpito da un raid aereo. Il bombardamento è avvenuto mentre l’equipe medica del centro era impegnata in alcuni villaggi limitrofi per seguire il programma di vaccinazioni. È solo per una coincidenza che la vita dei suoi componenti, oltre a quelle dei genitori e dei bambini che sarebbero stati in fila per le vaccinazioni, sono salve.

12 Febbraio 2018

In un evento collaterale alla Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Iraq, che si apre oggi in Kuwait, chiediamo di non dimenticare i bisogni medico-umanitari attuali di chi è ancora intrappolato o sfollato a causa del conflitto.

8 Febbraio 2018

Bloccati alle frontiere, negli spazi aperti e negli edifici occupati delle città, nei ghetti delle aree rurali, senza accesso ai beni essenziali e alle cure mediche di base, spesso costretti a condizioni di vita durissime.

2 Febbraio 2018

A Taiz, in Yemen, la situazione è particolarmente critica dopo l’intensificarsi del conflitto lungo tutta la linea del fronte intorno alla città. Alla fine di gennaio le nostre equipe hanno trattato più di 117 feriti di guerra in soli tre giorni e il numero continua a crescere.

31 Gennaio 2018

Dalla metà di dicembre scorso, gli intensi combattimenti nel nord della Siria, sia con attacchi aerei che con bombardamenti di terra, hanno costretto tantissime persone a spostarsi. Le violenze sono in aumento e sono concentrate nelle aree del nordest di Hama, Aleppo Sud e dei governatorati di Idlib. Tutto questo sta mettendo a dura prova una popolazione che ha già alle spalle quasi sette anni di guerra.

30 Gennaio 2018

Alle 10.20 circa di lunedì 29 gennaio, l’ospedale di Owdai (noto anche come Al Ihsan) nella città di Saraqab, Governatorato di Idlib, è stato colpito da due attacchi aerei che hanno distrutto parte dell’edificio. Lo ha riferito il direttore dell’ospedale, che supportiamo donando medicine e forniture mediche per il reparto d’urgenza.

29 Gennaio 2018

In una giornata da incubo, sabato nel Mediterraneo, 99 sopravvissuti di un gommone che stava affondando sono stati soccorsi dalla nave di ricerca e soccorso Aquarius ma un numero imprecisato di uomini, donne e bambini sono dispersi, probabilmente annegati. Due donne sono decedute.

26 Gennaio 2018

Anche se esistono trattamenti efficaci, ogni anno il veleno del morso di serpente uccide più di 100.000 persone in tutto il mondo, più di qualsiasi altra malattia tropicale negletta identificata dall’OMS. Tra le aree più colpite c’è l’Africa sub-sahariana, dove ogni anno il morso del serpente causa la morte di 20.000 persone.

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