Mediatore Culturale (a chiamata) – Centro di riabilitazione per vittime di tortura

Contesto operazionale

Medici Senza Frontiere (MSF) ha iniziato le sue attività nel 1999 quando si è resa conto che le stesse persone curate ed assistite a migliaia di chilometri di distanza si trovavano spesso in condizioni di precarietà e bisogno proprio in Italia. Le attività svolte durante questi anni sono state rivolte prevalentemente nel fornire assistenza medica e psicologica alle persone immigrate presenti sul territorio, anche senza regolare permesso di soggiorno.

In questo momento Msf Missione Italia ha implementato diversi progetti:

  • a Roma, gestisce un centro di riabilitazione per le persone vittime di tortura (SoT);
  • in Italia, presta soccorso alle persone coinvolte in sbarchi traumatici con un team di pronto intervento PFA (Psychological First Aid);

Obiettivi del progetto

Consolidamento di un Centro per la riabilitazione delle vittime di tortura a Roma. In generale questo richiederà, attraverso la conduzione delle attività diagnostico-terapeutiche di consultazione sanitaria, sociale e legale un impegno continuo di sviluppo del partenariato con le realtà locali (in particolare Medici Contro la Tortura e servizi ASL), con l’obiettivo di realizzare un modello avanzato e integrato d’intervento per la riduzione della morbilità e degli esiti dei traumi subiti.

Obiettivo generale della posizione

In collaborazione con gli altri operatori di MSF, il mediatore culturale, parteciperà alle attività esplorativa/valutativa fornendo il suo sostegno e la sua mediazione.
Il mediatore sarà incaricato di trasmettere i messaggi di ordine tecnico-sanitario, ma anche sociale o emozionale e dovrà aderire il più possibile alle modalità di comunicazione proposte sia dal medico che dall’utente, garantendo la corretta veicolazione delle informazioni durante la visita.

Attività

  • In collaborazione col professionista impegnato nella valutazione delle necessità e bisogni di per quanto riguarda la salute delle donne;
  • consultazione del paziente, assicura la propria presenza durante i colloqui di valutazione;
  • Facilita la comunicazione tra i beneficiari e il professionista impegnato nei colloqui utilizzando il linguaggio più appropriato;
  • Partecipa alla discussione dei casi assieme al resto dello team;
  • Somministra eventuali questionari, appositamente formato e con il supporto del professionista coinvolto, laddove richiesto;
  • Provvede ad una accurata e precisa traduzione orale e scritta, laddove richiesto;
  • Fornisce il proprio supporto all’inserimento di dati e alla preparazione di report;
  • E’ flessibile e aperto alle varie dinamiche culturali, multietniche e di genere presenti nei vari contesti;
  • Al collaboratore può essere richiesto di eseguire attività aggiuntive non menzionate nella presente descrizione;

Il mediatore culturale è tenuto al segreto professionale e alla riservatezza.

Requisiti:

Esperienze
  • Esperienza lavorativa pregressa
  • Esperienza di lavoro con pazienti vittime di tortura
  • Attività in favore di immigrati
  • Attività presso popolazioni marginali e vulnerabili
Conoscenze
  • Conoscenza del Sistema Sanitario Nazionale
  • Conoscenza di Word ed Excel
Competenze
  • Attitudine all’ascolto e all’accoglienza
  • Flessibilita’
  • Capacità a lavorare in Gruppo
  • Capacità a lavorare in condizioni di stress
  • Capacità a lavorare in un contesto multiculturale
Lingue
  • Italiano
  • Hausa
  • Zarma
  • Songhai (Songhay)
Condizioni
  • Tipo e durata contratto: Contratto a chiamata
  • Chiusura candidature: 1 Marzo
  • Inizio della Missione: ASAP
  • Location: Rehabilitation center for victims of torture (SoT)

Per candidarsi inviare CV e Lettera di motivazione a MSFOCB-Rome-Office@brussels.msf.org.

Saranno contattati solo i candidati rientranti nella short list.

Mediatore Culturale (a chiamata)

per candidarsi inviare CV e lettera di motivazione a MSFOCB-Rome-Office@brussels.msf.org.

Saranno contattati solo i candidati rientranti nella short list.

Dati anagrafici

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