TG “Un mese in azione” – Aprile 2015

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Malaria: report dalla Repubblica Democratica del Congo

L’unità pediatrica dell’ospedale di Rutshuru, in Repubblica Democratica del Congo sta iniziando solo adesso a svuotarsi. Durante il picco di malaria sono stati ricoverati circa cinquanta bambini al giorno e, a causa della mancanza di spazio, c’erano da 3 a 4 pazienti a letto.
La diagnosi rapida è fondamentale per combattere con successo questa malattia parassitaria ed evitare che diventi fatale.

Migrazioni forzate: la condizione di milioni di persone costrette a fuggire 

#Milionidipassi è la campagna lanciata da MSF per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sorte di 51 milioni di persone in tutto il mondo che sono costrette a fuggire dalle loro case per sopravvivere.
Si tratta di un fenomeno mondiale senza precedenti. “Le misure adottate non modificano le decisioni delle persone di fuggire da un paese in cui sono in pericolo. Quello che fanno è spingerli a correre rischi ancora maggiori”,Loris de Filippi, presidente di MSF Italia.

Vaccini: il prezzo (non) è giusto 

Nel 2012 e nel 2013, MSF ha fornito un totale di 6,7 milioni di dosi di vaccino in diversi programmi.I vaccini sono stati somministrati sia durante programmi di immunizzazione di routine che in situazioni di emergenza.
Esistono vaccini per combattere le malattie che uccidono i bambini: questi vaccini sono il metodo più efficace per prevenire milioni di morti ogni anno. Eppure, un bambino su cinque non ha accesso a tutte le vaccinazioni di cui avrebbe bisogno. Una delle barriere è il costo dei vaccini, che sta aumentando inesorabilmente.

Voci dal campo: Christophe Garnier, logista, evacuato dal nord dello Yemen

Da quando il conflitto si è intensificato, MSF ha dovuto evacuare alcune delle sue équipe internazionali.Christophe Garnier, logista, è recentemente tornato da Khamer nel nord del paese: “Quando ti viene detto di andar via non c’era altra scelta. Si trattava di un’evacuazione di emergenza e, anche se sapevano che sarebbe potuto accadere, non volevamo crederci”.

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