Vieni a vederlo con i nostri occhi- Sierra Leone. Ep. 1

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Dopo l’ebola, un sistema sanitario tutto da ricostruire

La Sierra Leone è uno dei Paesi colpiti dall’epidemia di ebola che dal 2014 al 2016 ha devastato l’Africa occidentale.
Il costo in termini di vite umane è stato altissimo, 3.956 persero la vita e i sopravvissuti hanno combattuto per mesi le complicazioni del virus. Ad oggi il sistema sanitario è gravemente compromesso e sono ancora migliaia le morti per malattie facilmente prevenibili, come il morbillo e la poliomielite, poiché le campagne di vaccinazioni regolari sono state interrotte durante l’epidemia.

In Sierra Leone gli operatori sanitari sono pochi e maldistribuiti, scarseggiano i medicinali e nelle aree rurali è difficile se non impossibile accedere alle cure.
Sono soprattutto donne e bambini a farne le spese e per i più piccoli sono mortali anche malattie come la polmonite e la diarrea.

L’impatto della presenza di MSF

MSF è presente nel Paese dal 1986 ed ha lavorato incessantemente durante l’epidemia di ebola per salvare più vite possibili. Per i sopravvissuti al virus MSF ha aperto una clinica nel luglio 2015 in cui hanno trovato assistenza sanitaria e di salute mentale più di 400 persone e le loro famiglie. Terminata l’emergenza dell’epidemia, la clinica ha svolto anche attività di sensibilizzazione promuovendo l’educazione sessuale, il lavaggio delle mani e la prevenzione della malaria.

Gli operatori di MSF hanno lavorato a stretto contatto con le comunità anche per combattere lo stigma che affliggeva i sopravvissuti e per favorire il ritorno delle vittime alla vita familiare e sociale.

Rispondendo poi alle carenze della sanità locale, solo nel mese di maggio 2016, 65.159 bambini sono stati vaccinati contro il morbillo.

L’impegno di MSF è oggi concentrato nella ricostruzione del sistema sanitario locale. Gli operatori di MSF lavorano insieme alle risorse locali, rafforzando le loro conoscenze e competenze, favorendo l’istruzione e sensibilizzando i leader delle comunità e i membri del Governo sull’importanza di un miglioramento del sistema sanitario e dell’accesso alle cure.

Magburaka: la salute materno infantile

MSF sostiene il reparto pediatrico, i servizi di maternità neonatale e il laboratorio di trasfusione ematica presso l’ospedale distrettuale di Tonkolili e a Magburaka assiste il centro per la salute materno infantile con personale e forniture.

Gli operatori di MSF sono presenti anche nel territorio di Yoni (Hinistas), fornendo assistenza ostetrica di emergenza in un centro sanitario della comunità.

In un anno sono state effettuate complessivamente 21.180 visite ambulatori e 6.245 prenatali, 2.996 bambini sono stati ricoverati nel reparto pediatrico e sono stati assistiti 1.457 parti.

A Kenema: la costruzione di un ospedale

Dopo l’epidemia di Ebola, a Kenema, MSF ha deciso di costruire un ospedale pediatrico e materno-infantile per contribuire alla diminuzione di un tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni e delle gestanti, tra i più alti al mondo. L’ospedale avrà 166 posti letto e sarà dotato di tutte le attrezzature necessarie a far fronte all’eventuale diffondersi di epidemie di malattie infettive come l’ebola, che ha colpito pesantemente il paese tra il 2014 e il 2015, o la febbre di Lassa.

Kenema, la cità’ dove sorgerà l’ospedale, si trova infatti al centro della zona endemica di questa infezione che viene trasmessa dai roditori all’uomo. Il cantiere è stato aperto a gennaio e l’ospedale vedrà l’ingresso del suo primo paziente a ottobre.

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