19 aprile 2002 a un anno dalla vittoria del Sudafrica

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Un anno fa, il 19 aprile 2001, le 39 compagnie farmaceutiche che avevano cercato di bloccare il Medicines and Related Substances Control Amendment Act (Legge sul controllo delle medicine e sostanze relative) hanno rinunciato alla causa contro il governo del Sudafrica. La legge contestata era stata concepita per rendere i farmaci più accessibili attraverso alcuni meccanismi come le importazioni parallele, la sostituzione con i farmaci generici e il controllo sui prezzi. La vittoria del governo ha rappresentato una pietra miliare per il Sudafrica e per tutti i paesi in via di sviluppo che lottano per garantire l’accesso ai farmaci essenziali.

Il processo sudafricano ha stimolato importanti sviluppi a livello internazionale per il miglioramento dell’accesso ai farmaci salvavita nell’ambito dei regolamenti sui brevetti e della determinazione dei prezzi.

Nel novembre 2001, la Quarta Conferenza ministeriale dell’OMS a Doha ha adottato la “Dichiarazione sui TRIPS e sulla salute pubblica”, che afferma il diritto sovrano dei governi di prendere le misure necessarie per proteggere la salute pubblica. Questa dichiarazione rappresenta una conquista decisiva: la supremazia della salute pubblica rispetto alla proprietà intellettuale privata e il diritto dei paesi membri dell’OMS a alvaguardare i TRIPS, in particolare l’uso delle licenze obbligatorie e dell’importazione parallela, per scavalcare i prezzi proibitivi dei farmaci.

Il dibattito mondiale sull’accesso ai farmaci ha inoltre incoraggiato i produttori di farmaci generici e di marca a mettere sul mercato dei medicinali chiave a prezzi più bassi, rendendo in tal modo il trattamento accessibile alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Oggi nei paesi in via di sviluppo, la combinazione meno costosa a base di generici costa poco di più di 200 dollari. Tre anni fa, il prezzo della triterapia era di 15.000 dollari.

La vittoria del governo sudafricano al processo di Pretoria è stata fondamentale per l’apertura di nuove opportunità per i paesi in via di sviluppo nell’ambito dei bisogni sanitari, in particolare per quanto riguarda la cura dell’HIV/AIDS.

Ma in Sudafrica, questo anniversario lascia un briciolo di amarezza. Il governo sudafricano rifiuta ancora di rendere la terapia antiretrovirale accessibile alle persone che ne hanno bisogno, persino ora che ci sono nuove possibilità per abbattere l’ostacolo dei prezzi.

MSF è impegnata nel sostegno ai paesi in via di sviluppo per far diventare l’accesso ai farmaci una realtà. Il progetto MSF di cura dell’AIDS di Khayelitsha, a Città del Capo, ha contribuito a dimostrare che è possibile usare con successo la terapia antiretrovirale, anche nelle misere municipalità sudafricane. Nelle cliniche aperte nel 2000, MSF cura attualmente 110 persone con la terapia antiretrovirale e 2.500 per le infezioni opportunistiche. Nuovi programmi di prevenzione e di cura gestiti da ONG, medici e gruppi di attivisti si stanno sviluppando rapidamente anche in altre parti del paese.

Ma finché il governo sudafricano non assumerà le sue responsabilità e aprirà dei programmi di cura, la maggioranza dei pazienti rimarrà senza terapia – quasi 5 milioni di sudafricani sono attualmente affetti da HIV/AIDS.

Un anno fa, 250.000 persone di oltre 130 paesi hanno firmato una petizione che chiedeva alle compagnie farmaceutiche di abbandonare la causa contro il governo sudafricano affinché i malati di AIDS e di altre malattie gravi potessero avere accesso ai farmaci necessari a prolungare o salvare loro la vita.

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