25 aprile giornata mondiale contro la Malaria.

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Nel mondo la malaria uccide ogni anno oltre un milione di persone, ma ben il 75% dei decessi si registra tra i bambini africani che contraggono la malattia. Ogni 30 secondi un bambino muore di malaria. Anche le madri sono a rischio: nella aree endemiche, la malaria è la diretta o indiretta responsabile del 30% della mortalità materna.

Tuttavia queste morti non dovrebbero verificarsi poiché la malaria è una malattia che si può prevenire, diagnosticare e trattare con facilità.

Ogni anno MSF, nei suoi progetti in tutto il mondo, tratta oltre due milioni di pazienti affetti da malaria. Praticamente in tutti i programmi situati in zone tropicali MSF si confronta con il problema della malaria anche nei progetti di lotta all’HIV, di salute primaria o riproduttiva.

Che cos’è la malaria?
“Ho avuto la malaria solo una volta. Mi è ritornata nel 2003. Ero molto, molto malata. Iniziai ad avere la febbre verso mezzanotte e il mattino dopo non potevo neppure camminare. Allora non c’erano medici al villaggio, per questo mio fratello mi decise di portarmi direttamente all’ospedale. Mi caricò dietro la sua bici e pedalò per 50km. Ci sono volute 8 ore per arrivare e ho bevuto 5 litri d’acqua durante il viaggio. Quando siamo arrivati il medico mi ha fatto un’iniezione. Facevo molta urina e avevo un problema alla spina dorsale. Poi ho perso conoscenza”.
Martine Okeney, 40, Uganda

Il parassita mortale della malaria – plasmodium falciparium – entra nell’ospite umano quando una zanzara Anopheles infetta si nutre del suo sangue umano. I sintomi della malaria compaiono dai 9 ai 14 giorni dopo la puntura infetta, anche se ci sono vari tipi di plasmodium.

Tipicamente la malaria produce febbre, mal di testa, vomito e altri sintomi simili all’influenza. In molti casi i bambini soffrono anche di convulsioni, anemia severa e – sempre che sopravvivano – possono essere colpiti da complicazioni neurologiche di lungo periodi quali cecità o disturbi della parola. Anche le donne in stato di gravidanza sono particolarmente vulnerabili.

Se medicinali contro il parassita non sono immediatamente disponibili per il trattamento, l’infezione può rapidamente progredire e mettere a rischio la vita del contagiato.

La malaria si può trattare: le terapie a base di Artemisia combinata
Non è un mistero quale sia il miglio trattamento per la malaria in Africa oggi. Medicinali più vecchi come la clorochina o la sulfodaxina-primetamina (spesso conosciuto come il Fansidar) sono inefficaci se usati da soli in monoterapia poiché il parassita della malaria è diventato resistente alla loro azione. Ora nuove combinazioni del trattamento che utilizzano derivati dell’artemisa come l’artesunate rappresentano una nuova frontiera nella cura della malattia.
“Prima di lavorare con MSF usavo la clorochina e il Fansidar per trattare la malaria. Circa 5 paziento su 10 non rispondevano a questi medicinali e ritornavano alla clinica per questo davo loro la chinina e se si trattava di casi gravi gliela iniettavo per via intravenosa. Ora con MSF vediamo arrivare spesso pazienti che hanno già assunto clorochina e Fansidar. Vengono alla nostra clinica perché con queste medicine non vedono alcun miglioramento. Qui usiamo l’artemisia combinata, il Coartem, che è un buon medicinale senza troppi effetti collaterali, ma molto costoso.
Robert Aniku (25), Operatore Sanitario MSF, Uganda

I vantaggi di queste terapie a base di artemisia combinata – ovvero la bassa tossicità, pochi effetti collaterali, trattamento facile da assumere per il paziente, azione rapida contro il parassita – sono bene noti e largamente riconosciuti a livello scientifico.

Inoltre la terapia a base di artemisia combinata ha ottenuto la certificazione di approvazione per il trattamento di prima linea: nel 2001 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’artemisia il metodo migliore per trattare la malaria. Nel 2004 il Global Fund ha annunciato che non avrebbe più finanziato i trattamenti per la malaria che si sapeva non avrebbero funzionato. Oggi su 54 paesi africani 41 hanno cambiato ufficialmente i loro protocolli a favore del trattamento di prima linea della malaria con terapie a base di artemisia combinata.

MSF usa queste terapie in tutti i suoi programmi e ha spinto questa combinazione fin dal 2001, mostrando l’alto livello di resistenza dei medicinali più vecchi attraverso molti studi condotti in tutta l’Africa.

La malaria si può diagnosticare con test rapidi
Esistono test accurati per diagnosticare la malaria. Questi test sono essenziali per fare si che solo color che ne hanno effettivo bisogno ricevano i farmaci. Alcuni dei test – come ad esempio il test basato sul prelievo di una goccia di sangue dal polpastrello chiamato Paracheck® – sono adattati per l’uso in aree remote e prive di laboratori specializzati e di infrastrutture: essi sono affidabili, semplici da usare e non richiedono apparecchiature sofisticate.

In tutti i programmi di lotta alla malaria MSF conferma le diagnosi di malaria attraverso questi test rapidi oppure attraverso strumenti di laboratorio. Ma questa, purtroppo, non è la regola in tutti i Paesi in via di sviluppo.

“La maggior parte delle persone che arrivano alla nostra clinica hanno la malaria: facciamo la diagnosi basandoci suolo sui sintomi come la febbre, i brividi, il vomito o la perdita di appetito. Non confermiamo la diagnosi con un esame del sangue – spiega Irene, infermiera che lavora per il ministero della salute in Uganda -. Abbiamo appena finito di costruire un laboratorio, ma non abbiamo il personale. Non usiamo i Paracheck: abbiamo visto che MSF li usa, ma noi nelle strutture pubbliche non li abbiamo: il ministro dice che sono troppo costosi”.

La malaria è prevenibile
Nonostante alcuni sviluppi promettenti, ci vorranno anni prima che sia disponibile un vaccino contro la malaria. Ma ci sono altri modi per combattere questo killer. Dormire sotto zanzariere impregnate di insetticida può salvare molte vite. Le abitazioni possono essere disinfestate. Eppure molti bambini in Africa continuano a morire di malaria perché le zanzariere costano troppo. Gli ultimi dati mostrano come in Africa solo il 5% delle famiglie usi le zanzariere.

Eppure la malaria sta aumentando
Nel 1998 è nata Roll Back Malaria (RBM), una partnership globale per combattere la malattia che coinvolge l’OMS, l’UNICEF la Banca Mondiale e altri. Nel 2000 Roll Back Malaria si impegnò a dimezzare le morti per malaria entro il 2010.

Siamo lontanissimi dall’obiettivo
Anzi, nove anni dopo la creazione di RBM, le cose vanno sempre peggio. Ancora non esiste un quadro chiaro della situazione dopo l’introduzione delle ACT, ma è certo che le resistenze ai farmaci di vecchia generazione continuano a espandersi e questo è un chiaro segnale che la diffusione della malattia continua indisturbata.

“Ho portato mia figlia alla clinica di MSF perché non stava bene: aveva la diarrea e la febbre alta. Quando siamo arrivati la hanno pesata e le hanno misurato la febbre. Poi hanno fatto un esame del sangue e mi hanno detto che aveva la malaria. Mi hanno dato delle pasticche per lei e io sono fel

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