Afghanistan: trattate decine di feriti dopo i pesanti combattimenti nella provincia di Kunduz

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Pesanti scontri tra forze di sicurezza afgane e gruppi di opposizione armata nella provincia nord-orientale di Kunduz hanno causato un picco di feriti al centro traumatologico MSF nella città di Kunduz. Dal 20 al 23 giugno le équipe mediche di MSF hanno curato 77 pazienti, feriti direttamente dai combattimenti, di cui un terzo erano donne e bambini.

La maggioranza dei pazienti ricoverati al centro di MSF proveniva dal distretto di Chardara, a una decina di chilometri dalla città di Kunduz, che è stata travolta dai combattimenti da sabato 20 giugno. La maggior parte di loro riportava ferite da arma da fuoco o da esplosione e i chirurghi di MSF hanno trattato gravi ferite all’addome, agli arti e alla testa. I combattimenti più violenti sono diminuiti da mercoledì, ma la situazione rimane tesa.

"I civili sono stati travolti da quattro giorni di combattimenti, con le bombe che colpivano le loro case", dice Eman Nagarathnam, responsabile MSF dei programmi nel nord dell'Afghanistan. "In un solo giorno tre donne e tre bambini di un villaggio nel distretto di Chardara sono stati ammessi al centro traumatologico di MSF per le ferite riportate dopo che la loro casa era stata colpita durante la notte.

"La provincia di Kunduz ha visto un aumento significativo dei combattimenti dallo scorso anno. L’afflusso di feriti di questa settimana segue un'altra ondata di violenza a maggio, quando le équipe di MSF hanno curato 204 pazienti feriti nella guerra in solo tre settimane.

L’insicurezza costante rende estremamente difficile per le persone raggiungere la città di Kunduz dal distretto di Chardara, soprattutto di notte, quando c'è il rischio di trovarsi in un fuoco incrociato, di saltare sulle mine o di essere fermati dai posti di blocco.

"La nostra équipe è in grado di assistere i pazienti che riescono ad arrivare al centro, ma siamo molto preoccupati per le persone che non possono raggiungere la città in tempo", dice Nagarathnam. “Il centro di MSF è l'unica struttura in tutta la regione nord-orientale dell'Afghanistan in grado di fornire cure salvavita e traumatologiche, per cui le persone non hanno altra scelta che rischiare il pericoloso viaggio per raggiungerci”.

Lunedì sera, dieci bambini e adolescenti tra gli 8 e i 18 anni di età sono stati portati al centro traumatologico, dopo che una bomba aveva colpito la moschea dove stavano studiando. I membri della comunità hanno detto al personale di MSF che circa 30 giovani si trovavano nella moschea quando è stata colpita, ma conoscendo le difficoltà di accesso alla città di Kunduz, hanno deciso di portare solo i dieci feriti più gravemente.

”Sarebbe un tragitto di mezz’ora ma ci hanno messo due ore”, dice Nagarathnam. "Dopo aver guidato per un po’, avevano paura di essere colpiti dalle mine sulla strada così hanno deciso di prendere a piedi una strada diversa, portando in braccio i bambini. Hanno poi preso una barca lungo il fiume Kunduz e sono stati attaccati perché scambiati per combattenti. Una volta raggiunta finalmente la città di Kunduz, hanno fermato delle auto per percorrere l’ultima parte del viaggio e farsi portare al centro traumatologico.

”Data l’enorme difficoltà di raggiungere la città di Kunduz dal distretto di Chardara, MSF si sta adoperando per migliorare l’accesso delle persone alle cure mediche. Martedì 23 giugno MSF ha aperto un punto di primo soccorso nel distretto di Chardara, dove gli infermieri forniranno assistenza immediata ai pazienti feriti prima che vengano trasportati nella città di Kunduz.

Le attività di MSF nel Paese

MSF ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1980. A Kunduz, proprio come nel resto dell'Afghanistan, staff nazionale e internazionale lavora insieme per garantire la migliore qualità del trattamento. MSF supporta il Ministero della Salute nell’ospedale di Ahmad Shah Baba, nella parte orientale di Kabul, il reparto maternità di Dasht-e-Barchi nella parte occidentale della città e l’ospedale di Boost a Lashkar Gah, nella provincia di Helmand. A Khost, nell’area orientale del paese, MSF gestisce una maternità. Per il suo lavoro in Afghanistan MSF si avvale solo di finanziamenti privati e non accetta denaro da nessun governo.

Il progetto di Kunduz è uno dei progetti che abbiamo finanziato daattraverso il 5×1000.

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