Al G8 false promesse e soluzioni miopi o inefficaci per l Africa.

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Roma, 4 giugno 2007–  Anche quest’anno, a parole, le politiche per l’Africa figurano tra i punti focali del G8. Eppure – da quanto MSF ha appreso sulle dichiarazioni ufficiali che saranno adottate – le soluzioni proposte appaiono inefficaci o miopi.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha voluto dare ampio rilievo all’innovazione come volano di crescita e sviluppo per l’Africa, ma ancora una volta l’unico strumento proposto per incentivare l’innovazione sembra essere un rafforzamento della protezione della proprietà intellettuale. Numerosi e autorevoli studi – tra cui alcuni a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – hanno evidenziato recentemente come il rafforzamento dei brevetti in campo farmaceutico abbia fallito l’obiettivo di attrarre maggiori investimenti su quelle malattie che colpiscono soprattutto i pazienti che vivono nei Paesi più poveri.

Un esempio illuminante della complessità delle relazioni tra innovazione e bisogni medici è rappresentato dalla tubercolosi. “I nostri medici si prendono cura in tutto il mondo di un numero sempre crescente di malati di tubercolosi, spesso colpiti contemporaneamente anche dall’HIV e sempre più di frequente affetti da forme di infezione resistente a tutti i tipi di farmaci disponibili– spiega Kostas Moschochoritis, direttore di Medici Senza Frontiere in Italia – . Per curarli abbiamo solo delle armi spuntate: un test diagnostico sviluppato nel 1882 e terapie obsolete che risalgono a oltre 40anni fa. Questo avviene perché nessuna industria farmaceutica ha interesse a investire su una malattia che colpisce soprattutto i più poveri. Dove non c’è una mercato appetibile il brevetto non è in grado di attrarre investimenti. E ogni anno 2 milioni di persone continuano a morire ingiustamente. In Africa non potrà esserci crescita senza salute”.

Il G8 – inoltre – discuterà il problema dell’ampia diffusione di medicine contraffatte nei Paesi in via di sviluppo. Questi farmaci – pur se economici – sono inefficaci o dannosi e costituiscono indubbiamente un pericolo per la salute dei pazienti. Ma affrontare questa questione senza vederla nella sua interezza è miope: agire solo sui controlli e sulla repressione non funzionerà se si continuerà a trascurare il motivo per cui tanti malati finiscono con il comprare medicinali contraffatti, cioè la mancanza di farmaci di qualità a prezzi accessibili.

Se davvero vogliono adottare politiche in favore dell’Africa, i leader del G8 dovranno riaffermare il diritto dei Paesi a utilizzare tutte le clausole di salvaguardia previste dagli accordi internazionali sul commercio di farmaci, e soprattutto le licenze obbligatorie che permettono ai Paesi in stato di necessità di “bypassare” legittimamente i brevetti sui farmaci per produrre versioni generiche di qualità e a basso costo. I pochi Paesi che hanno osato fare ricorso a questo strumento sono stati oggetto di ritorsioni di vario genere e di azioni legali, come dimostrano i recenti casi di India, Thailandia e Brasile.

Inoltre il G8 dovrà impegnarsi a finanziare adeguatamente gli strumenti per migliorare la salute in Africa, a partire dal Fondo Globale per la lotta ad Aids, Malaria e Tubercolosi, facendo bene attenzione che eventuali fondi aggiuntivi non finiscano col trasformarsi in sussidi per i produttori di medicine inutilmente costose. “Se tramite la concorrenza dei produttori di generici i prezzi dei farmaci potranno abbassarsi – spiega ancora il direttore di MSF-Italia -, i finanziamenti potranno avere un impatto assai più rilevante. Basti pensare al caso dell’Hiv: MSF cura 80mila pazienti in oltre 30 Paesi, ma molti di loro hanno bisogno di passare a terapie di nuova generazione e questo, se non saranno disponibili versioni generiche, comporterà un raddoppiamento dei costi nei prossimi due anni. Come MSF tutti i Governi e le Istituzioni che gestiscono e finanziano programmi di cura dell’’HIV nei Paesi in via di sviluppo dovranno fronteggiare questo drammatico aumento”.

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