Cecenia audizione di MSF al Consiglio d Europa

Parigi, 22 gennaio 2002. Convocata oggi a Strasburgo dalla Commissione rifugiati, migrazioni e demografia dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, l’organizzazione di soccorso medico internazionale, Médecins Sans Frontières ha nuovamente denunciato l’estrema violenza alla quale è sottoposta la popolazione civile cecena.

Mercoledì 23 gennaio, l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa deve pronunciarsi, con una votazione, sulla situazione dei diritti dell’uomo e la crisi umanitaria in Cecenia. Nel momento in cui è stato espresso un vasto consenso internazionale a favore dell’alleato russo nella sua “lotta al terrorismo”, rafforzato dopo i tragici fatti dell’11 settembre, il Consiglio d’Europa si assumerà le responsabilità che gli spettano?

Il Consiglio d’Europa è l’unico organismo internazionale che discute, al proprio interno, il tema della guerra ripresa violentemente nel 1999 in territorio ceceno: tuttavia, dopo aver escluso, nell’aprile 2000, la delegazione parlamentare russa dall’Assemblea e sospeso il suo diritto di voto, ne ha, alcuni mesi più tardi, ripristinato i diritti. Il Consiglio d’Europa dovrebbe garantire il rispetto dei diritti umani all’interno dei 43 stati membri. Sarà in grado di assumersi le proprie responsabilità anche di fronte al dramma del popolo ceceno? MSF gli chiede di farlo.

Durante l’audizione, MSF ha testimoniato sulla strategia di non-assistenza adottata dalle autorità federali russe nei confronti dei rifugiati ceceni in Inguscezia. Questa strategia punta a forzare il ritorno di queste popolazioni in Cecenia, uno stato non di diritto, dov’è tuttora in corso una politica di terrore contro i civili, condotta nella più totale impunità.

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