Cecenia: una tragedia reale e non virtuale.

Roma/Bruxelles, 7 novembre 2003 – L’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni a proposito della Cecenia rilasciate ieri dal presidente di turno dell’Ue, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa conclusiva del vertice Europa-Russia.

MSF – che opera nel Nord del Caucaso dal 1995 – ricorda che negli ultimi 10 anni sono morti almeno 200mila ceceni (il 20% dell’intera popolazione) e che 300mila ceceni hanno dovuto abbandonare le loro case per fuggire alle violenze della guerra.

“La situazione cecena è tragica – dice il Direttore Generale di Medici Senza Frontiere Italia, Enrico Davoli – e non può essere ignorata. La popolazione civile è allo stremo e per le organizzazioni umanitarie è sempre più difficile portare i soccorsi. A questo proposito vorremmo ricevere pubbliche rassicurazioni circa gli sforzi che ci sono stati promessi per la liberazione del nostro volontario Arjan Erkel, rapito in Daghestan il 12 agosto 2002. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i parlamentari e i funzionari politici italiani ed europei che hanno sollevato il caso di Arjan nelle rispettive istituzioni”.

Altre notizie sulla Cecenia:

Cecenia, l’assordante silenzio.
Abbandonati senza scelta. I profughi ceceni costretti a rientrare in Cecenia.
Dopo la risoluzione dell’ONU sulla sicurezza degli operatori umanitari, la Russia si adoperi per la liberazione di Arjan Erkel.

Lascia un Commento

Condividi con un amico