Cecenia/Daghestan Il Parlamento Europeo lancia un appello per la liberazione di Arjan Erkel

Il Parlamento Europeo lancia un appello alla Russia affinché percorra ogni strada per ottenere il rilascio di Arjan Erkel, capo-missione di MSF rapito in Daghestan il 12 agosto scorso.

MSF chiede ai rapitori di Arjan che venga rispetta la sua incolumità fisica e psichica e che venga rilasciato indenne.

RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Il Parlamento europeo ha sollevato la questione di Arjan Erkel, il volontario di MSF rapito lo scorso 12 agosto in Daghestan – repubblica della federazione russa al confine con la Cecenia – e ha chiesto al governo russo di compiere tutti gli sforzi necessari affinché Arjan venga liberato.

Durante la sessione plenaria del 16 gennaio scorso, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione in cui si chiede alle autorità russe di ricorrere a tutti i mezzi necessari per ottenere l’immediato rilascio di Arjan Erkel.

Arjan Erkel, è stato rapito a Makhatchkala, capitale del Daghestan. Oggi, cinque mesi più tardi, gli sforzi delle autorità per risolvere il caso non sono stati in grado di produrre alcuna informazione sulle condizioni di salute di Arjan.

Durante la discussione che ha accompagnato la risoluzione, M. Arie Oostlander, Membro del Parlamento Europeo per l’Olanda, ha affermato : “Il Signor Erkel, che era capo-missione di MSF in Daghestan, paese confinante con la Cecenia è sempre sotto sequestro. Non sappiamo per mano di chi. E non è pervenuta nessuna richiesta di riscatto… A tale proposito ho rivolto delle domande alla Commissione e al Consiglio d’Europa. Colleghi di altri partiti si sono mossi anche loro in questa direzione e appoggiano pienamente la mia iniziativa. Vogliamo che la Commissione faccia tutto il necessario per scoprire chi ha rapito Arjan Erkel e per indagare sul fatto che si trova ancora sotto sequestro.

In seguito al rapimento di Arjan sono state sospese le attività di MSF in Daghestan. In Cecenia sono in programma azioni solo per i casi di urgenza vitale, in collaborazione con i servizi di chirurgia e pediatria.

In Inguscezia, MSF continua a fornire assistenza medica e logistica ai profughi ceceni, costruendo rifugi per gli sfollati che, in seguito alla chiusura dei campi profughi, non vogliono tornare in Cecenia.

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