Ciad: da una crisi nutrizionale all’altra

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Mentre tutta l’attenzione internazionale è puntata sulla zona del lago Ciad, dove decine di migliaia di persone continuano a fuggire la violenza di Boko Haram, il paese è colpito dall’ennesima crisi nutrizionale. Si stima siano circa 3,4 milioni le persone che non hanno accesso sicuro al cibo, di cui 398.000 bambini a rischio di malnutrizione acuta. *

Per la quarta volta in cinque anni, le équipe di MSF stanno rispondendo a una crisi nutrizionale a Bokoro, nella regione Hadjer-Lamis. Da luglio, un’équipe d'emergenza di MSF ha curato più di 2.300 bambini gravemente malnutriti. Un’indagine di MSF ha evidenziato che il 5,5% dei bambini al di sotto dei cinque anni soffriva di malnutrizione acuta severa – più del doppio della soglia di emergenza che è del 2%.

“Fornire programmi nutrizionali e assistenza medica ai bambini affetti da malnutrizione acuta è essenziale, ma semplicemente non è abbastanza”, spiega Alberto Jodra, capo missione di MSF in Ciad. “Molto di più deve essere fatto per affrontare le molteplici cause strutturali della malnutrizione e alleviare le sofferenze delle comunità come quella di Bokoro, che passa da una crisi nutrizionale all’altra. Anche se a livello nazionale sono state prese misure incoraggianti per far fronte alla malnutrizione, l’aver dovuto lanciare quattro risposte a un’emergenza nutrizionale in cinque anni dimostra che esistono lacune critiche tra le politiche nazionali e il modo in cui vengono messe in pratica”.

Le équipe di MSF hanno messo in piedi programmi di alimentazione terapeutica ambulatoriale in 10 cliniche del Ministero della Salute in tutta Bokoro. Dal mese di luglio, le équipe hanno curato 2.361 bambini gravemente malnutriti, attraverso visite mediche settimanali, fornendo alle famiglie scorte di alimenti terapeutici per continuare il trattamento a casa. I bambini malnutriti con complicazioni mediche sono stati invece trasferiti in un reparto di degenza allestito da MSF presso l'ospedale del Ministero della Salute della città di Bokoro, dove 222 bambini gravemente malati hanno finora ricevuto cure salvavita.

Situato nella parte più meridionale del Paese, nell'arida zona del Sahel, Bokoro ha un clima rigido che ha come conseguenza raccolti scarsi e poco terreno per il pascolo. Tuttavia, le complesse cause della malnutrizione in Ciad vanno al di là dei fattori legati al clima e al raccolto. Anche in altre zone del Paese, dove le condizioni climatiche sono più miti e il cibo più disponibile, le comunità hanno difficoltà ad accedere ai nutrienti di cui hanno bisogno. 

Durante i ricorrenti periodi di carestia le scorte alimentari si esauriscono. In aggiunta, la povertà e la disoccupazione aggravano le difficoltà economiche delle famiglie che lottano per sopravvivere, costrette a limitare l’assunzione di cibo o a contrarre debiti pur di mangiare. Troppo spesso restano intrappolate in un circolo vizioso in cui i debiti superano i ricavi del raccolto dell'anno successivo. Quest'anno, l’insicurezza e la violenza lungo i confini del Ciad hanno anche interrotto i commerci, influenzando negativamente la fragile economia locale e la disponibilità di cibo.

I bambini sotto i cinque anni sono i più vulnerabili alla malnutrizione. Il loro sistema immunitario indebolito li rende più sensibili alla malattia – un rischio che aumenta in paesi come il Ciad, in cui regolarmente si vede l'insorgenza di malattie con bassa copertura vaccinale. Complessivamente, a Bokoro, il 29% dei bambini gravemente malnutriti curati da MSF tra luglio e settembre ha avuto anche la malaria, mentre il 30% la diarrea e il 15% infezioni alle vie respiratorie. A causa di questa predisposizione ad altre malattie e alla bassa copertura vaccinale le équipe di MSF hanno vaccinato 1.114 bambini contro il morbillo, come parte del programma nutrizionale.

Una volta terminato il picco della carestia, MSF continuerà a supportare i centri sanitari del Ministero della Salute e a portare avanti attività di prevenzione della malnutrizione. Tuttavia, è necessario uno sforzo nazionale e internazionale per porre davvero fine alle ricorrenti crisi nutrizionali in Ciad. 

(*Dati OCHA http://www.unocha.org/tchad/ )

 

Le nostre attività nel Paese

MSF lavora in Ciad dal 1981, e attualmente gestisce programmi sanitari regolari a Abéché, Am Timan, Massakory e Moissala. Nel marzo del 2015, MSF ha lanciato una risposta di emergenza per le persone sfollate a causa della violenza di Boko Haram nella regione del lago Ciad. Nella capitale, N'djamena, MSF ha anche collaborato con gli ospedali del Ministero della Salute in seguito agli attentati che hanno avuto luogo il 15 giugno e l’11 luglio. Dal mese di aprile di quest'anno, MSF ha formato il personale del Ministero della Salute per migliorare la capacità di risposta a situazioni di emergenza di massa.

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