Ciclone in Myanmar (Birmania) le scorte di cibo si stanno esaurendo

  • Myanmar

Yangoon/Roma, 7 maggio 2007 – In seguito al ciclone che ha colpito diverse regioni del Myanmar, le equipe di Medici Senza Frontiere (MSF) presenti nel paese hanno subito iniziato a valutare e rispondere ai bisogni della popolazione a Yangoon e nelle zone circostanti. Gli operatori di MSF hanno potuto constatare come nella regione di Daala e Twantey, a sud di Yangoon, che ospita 300mila persone, l’80% degli edifici siano andati distrutti e alcune parti siano ancora coperte da un metro di acqua.

Le equipe di MSF, che possono circolare liberamente, hanno distribuito cibo e teli di plastica, e hanno iniziato a potabilizzare l’acqua a Yangoon. Alla periferia di Yangoon MSF ha organizzato la distribuzione di teli di plastica, contenitori per l’acqua e gasolio per le pompe d’acqua per 5mila persone. Ieri le equipe hanno potuto distribuire scorte alimentari sufficienti per una settimana (riso, fagioli e olio) a mille persone nella regione di Twantey. Inoltre nella regione sia la malaria che la dengue sono prevalenti, se non endemiche, per cui MSF sta organizzando anche una distribuzione di zanzariere per i prossimi giorni.

Gli operatori di MSF riferiscono che gli abitanti delle zone rurali stanno utilizzando quel che rimane delle loro scorte e stanno raccogliendo bambù per ricostruire le loro case. Tuttavia nelle città la popolazione diventa ogni giorno più dipendente dall’assistenza alimentare poiché le scorte alimentari si stanno esaurendo e il prezzo del riso è triplicato. Nelle zone di Twantey e Daala, la popolazione si è radunata all’interno e nei dintorni di numerosi monasteri e scuole, senza cibo o acqua potabile. Il fatto che la popolazione si stia radunando in maniera spontanea in così tanti posti, oltre 50 nella sola regione di Twantey, rappresenta una sfida alla possibilità di portare un’assistenza appropriata.

“Continuiamo a portare assistenza alle popolazioni colpite e continueremo a valutare la situazione in nuove regioni. Tuttavia è evidente oggi che coi mezzi limitati di cui disponiamo, sia in termini di risorse umane che materiali, non siamo in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione”, dichiara Souheil Reiche, capo missione di MSF a Yangoon. “In seguito all’appello da parte del governo per un’assistenza internazionale, è essenziale che vengano concessi visti di emergenza e che gli aiuti possano giungere nel paese. Ci sono altre equipe di MSF in stand-by da 48 ore in attesa dei permessi necessari per potere entrare nel paese e portare assistenza”.

Sono 20 gli operatori internazionali di MSF, esperti in interventi di emergenza, pronti a raggiungere le equipe di MSF in Myanmar. Un aereo cargo con 40 tonnellate di materiale medico, teli di plastica, alimenti terapeutici e materiale per l’igiene è pronto a partire dall’Europa questa sera.

 

MSF lavora in Myanmar dal 1992. Sono 43 gli operatori internazionali e 1200 gli operatori birmani impegnati in diversi progetti contro la malaria e l’HIV/AIDS in 7 regioni del paese.

 

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