Codici militari: MSF esprime soddisfazione per la sospensione dell’esame del progetto di legge AC 5433

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Roma, 17 maggio 2005. L’organizzazione umanitaria internazionale di soccorso medico Medici Senza Frontiere (MSF) esprime la propria soddisfazione per la sospensione dell’esame del progetto di legge sulla delega al Governo per la revisione delle leggi penali militari di pace e di guerra, in discussione oggi alla Camera dei Deputati.

 

Nei giorni scorsi, MSF aveva inviato una lettera a tutti i parlamentari della Camera dei Deputati per evidenziare alcuni rischi contenuti nel progetto di legge A.C. 5433 in discussione oggi alla Camera.

 

Il progetto di legge A.C. 5433 avrebbe applicato il codice di guerra automaticamente a qualsiasi missione, indipendentemente dalla sua natura, inducendo un progressivo mutamento delle nozioni di pace e di guerra e oscurando la distinzione tra i due concetti (art.4, primo comma lettera c, art. 4 primo comma, lettera l e m).

 

La contrarietà di Medici Senza Frontiere a questo progetto di legge si fondava inoltre su un'altra considerazione: l’estensione del codice militare di guerra ai civili (art. 3 primo comma, lettera a punto 3) ivi compresi gli operatori delle Organizzazioni non governative che si trovino ad operare in situazioni di conflitto. Il rischio di una progressiva confusione dei ruoli, confusione peraltro già in atto e di cui MSF è stata più volte testimone, è molto elevato.

 

“Avevamo chiesto ai parlamentari di analizzare tutti quegli aspetti che avrebbero messo a repentaglio l’indipendenza, l’imparzialità e la neutralità delle Organizzazioni umanitarie in zone di crisi e di conflitto – dichiara Stefano Savi, Direttore generale di MSF Italia – Con grande soddisfazione constatiamo che la politica italiana inizia ad interrogarsi sui pericoli della confusione tra azione umanitaria ed intervento militare”.

 

Secondo MSF, l'approvazione del progetto di legge A.C. 5433 avrebbe rischiato di ridurre notevolmente la possibilità di intervento di organizzazioni che intendono unicamente mantenere la propria indipendenza per stare dalla parte di chi soffre e rispondere ai bisogni delle persone.

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