Concludere indagini in tempi rapidi per garantire azione salvavita in mare

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Confermiamo di aver ricevuto dalla Procura di Trapani una notifica relativa all’indagine sulle attività di ricerca e soccorso in mare delle ONG, un atto dovuto per procedere ad accertamenti tecnici su telefoni e computer di bordo acquisiti dallo scorso anno.

Confermiamo la nostra collaborazione e auspichiamo una tempestiva conclusione dell’indagine – avviata nel corso del 2016 e tuttora in fase preliminare – riaffermando la legittimità della nostra azione salvavita lungo la rotta migratoria più mortale al mondo.

Ribadiamo la nostra piena collaborazione e siamo sicuri che gli accertamenti confermeranno quanto abbiamo sempre affermato ovvero che siamo in mare, nel rispetto della legge, con l’obiettivo di salvare vite e non certo per favorire l’odioso lavoro dei trafficanti. Sono mesi che sospetti e polemiche gettano ombra sull’azione salvavita delle organizzazioni nel Mediterraneo, con l’unico risultato di indebolire l’attività di soccorso lasciando migliaia di persone sempre più a rischio nel nostro mare.

Siamo scesi in mare nel maggio del 2015 per supplire al vuoto lasciato dalla chiusura dell’operazione di ricerca e soccorso Mare nostrum e rispondere a un inaccettabile numero di morti in mare, 1200 in due sole settimane nell’aprile 2015. Da allora non abbiamo mai smesso di chiedere vie legali e sicure per le persone in fuga verso l’Europa e l’avvio di un sistema di ricerca e soccorso concordato a livello europeo.

Dall’inizio delle proprie attività in mare MSF ha contribuito a salvare oltre 75.000 vite nel Mediterraneo centrale, nel rispetto del diritto marittimo e sotto il coordinamento della Guardia Costiera italiana.

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