Conferenza Mondiale sull AIDS di Sydney.

  • HIV/AIDS

 

 

 

Sydney/Roma, 23 luglio 2007 – Un nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) mostra che i prezzi dei farmaci antiretrovirali di seconda linea per i paesi poveri di risorse hanno finalmente iniziato a diminuire nel corso dell'ultimo anno.

Ma il rapporto illustra anche che le nuove combinazioni di prima linea, meglio tollerate e per questo ora raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), costano cinque volte più delle precedenti: da 99 dollari a 487 dollari per paziente all'anno, principalmente a causa dell'assenza della competizione dei generici. Il rapporto di MSF Untangling the Web of Price Reductions* è stato presentato oggi alla quarta conferenza dell' International AIDS Society a Sydney.

“È incoraggiante che i prezzi delle cure di seconda linea inizino finalmente a scendere”, afferma Karen Day, farmacista che lavora alla Campagna per l'Accesso ai Farmaci Essenziali di MSF. “Ma siamo preoccupati perché l'assenza di generici mantiene i prezzi dei nuovi farmaci di prima linea drammaticamente più alti; così, i malati nei paesi poveri di risorse sono esclusi dalle cure più recenti e migliori, che invece diventano immediatamente disponibili nei paesi ricchi”.

Lo studio di MSF mostra che l'introduzione di farmaci generici, anche attraverso il legittimo strumento delle licenze obbligatorie, è lo strumento di gran lunga più efficace per fornire un accesso finanziario davvero universale alle terapie antiretrovirali, come dimostrato dai recenti casi di Brasile e Tailandia.

Nel gennaio 2007, la Tailandia ha emesso una licenza obbligatoria per potere importare o produrre localmente, in maniera perfettamente legale, un importante farmaco di seconda linea, il lopinavir/ritonavir. “Solamente un anno fa, curare un paziente con un trattamento di seconda linea contenente il lopinavir/ritonavir in Tailandia costava 2.800 dollari all'anno”, racconta Kannikar Kijtiwatchakul, operatore di MSF in Tailandia. “Grazie al superamento del monopolio permesso dall'emissione della licenza obbligatoria, curare lo stesso paziente con un trattamento di seconda linea costerà adesso 695 dollari – quattro volte meno. Tuttavia, è un prezzo ancora troppo elevato per la maggioranza degli abitanti della Tailandia, dove il salario medio annuale è di 1.600 dollari”. Occorre quindi continuare a mantenere alta l'attenzione, per dare priorità alla salute rispetto al commercio e per potere garantire un reale accesso alle cure per tutte le persone colpite dall'HIV/AIDS.

L'esperienza di MSF dimostra che ritardi significativi persistono tra il momento in cui la nuova cura salvavita diventa disponibile nei paesi ricchi e quello in cui lo diventa nei paesi poveri di risorse. “È sconcertante osservare come, dopo tanti anni, essere colpiti dall'HIV/AIDS in Africa ed esserlo in Europa dia prospettive di vita completamente diverse”, afferma Raffaella Ravinetto, presidente di Medici Senza Frontiere Italia. “E sconcertante è la situazione dei bambini colpiti dal virus in Africa: ogni giorno 1.500 bambini, la maggior parte neonati, vengono infettati, perché gli sforzi per prevenire la trasmissione materno-infantile rimangono insufficienti nei paesi del sud del mondo. Circa il 50% dei bambini che nascono sieropositivi muoiono prima di avere compiuto due anni a causa della mancanza di test e cure adeguate”.

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*Orientarsi nell'intrico delle riduzioni di prezzo.

 

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