Costa d’Avorio a rischio l’’accesso alle cure. MSF riceve ogni giorno una media di 10-15 feriti

  • Costa d’Avorio

Ad Abidjan, le autorità sanitarie riferiscono che tutto il personale medico dei sei ospedali è fuggito e che funziona solo un ospedale ad Abobo sud, un quartiere periferico a nord della capitale.

Dalla fine di febbraio, Medici Senza Frontiere lavora gestendo le emergenze mediche e chirurgiche in collaborazione con il Ministero della Salute. Finora, le equipe di MSF hanno trattato 273 pazienti gravi di cui 225 per ferite da arma da fuoco; ci sono stati anche alcuni morti, fra cui donne e bambini.

“Ogni giorno sentiamo degli spari, racconta. Chanta Chibuzo, medico d’urgenza di MSF rientrato recentemente da un incarico ad Abidjan. “Riceviamo quotidianamente dai 10 ai 15 feriti al giorno”.

Il 17 marzo scorso, in seguito a un attacco al mercato di Abobo abbiamo riempito l’ospedale di feriti. MSF ha lavorato insieme al personale del Ministero della salute per trattare 66 persone con ferite da arma da fuoco o da granata. Nessuno è riuscito a raggiungere l’ospedale con l’ambulanza perché non c’era tempo.

“Alcuni feriti sono stati trasportati con dei camion che di solito portano prodotti alimentari, continua il dott. Chibuzo: “Erano tutti casi urgenti”.

Anche le persone con malattie comuni hanno diritto a essere curate. Tuttavia, l’accesso è molto limitato in particolare per i bambini affetti da patologie acute, donne incinte e pazienti con malattie croniche. Tutti hanno paura di lasciare le proprie case per farsi curare.

Gli scontri nel Paese hanno costretto la popolazione a cercare rifugio in luoghi più sicuri. Ad Abidjan, gli abitanti sono fuggiti in massa per rifugiarsi in campi improvvisati o ritornare nei loro villaggi d’origine.

Decine di migliaia di ivoriani sono scappati nella vicina Liberia dove le cliniche mobili di MSF forniscono assistenza sanitaria. Gli sfollamenti delle popolazioni della zona occidentale sono iniziati a dicembre. Mentre alcune persone sono rientrate nella zona meridionale della città di Danané, la linea del fronte si è spostata più a sud verso Guiglo causando lo sfollamento di altre persone.

L’accesso alle cure nella parte occidentale è diventato, quindi, un grave problema.

“I centri di salute sono chiusi o forniscono dei servizi molto limitati perché il personale è fuggito, non hanno medicine e forniture sanitarie, e alcuni ambulatori sono stati depredati”, racconta Renzo Ficke, coordinatore dell’emergenza di MSF.

Le equipe di MSF forniscono cure di base in molte città e villaggi su entrambi i lati del fronte nonché supportano alcuni ospedali. Tuttavia, la vicinanza dei combattimenti peggiora la possibilità di movimento delle equipe.

Il sistema bancario ed economico del paese sono alla paralisi. Inoltre, la difficoltà nei trasporti ha provocato gravi carenze nella distribuzione e nell’approvvigionamento di farmaci in tutto il Paese.

MSF è un’organizzazione medico-umanitaria indipendente e neutrale. Le sue attività in Costa d’Avorio sono sostenute esclusivamente da donatori privati che ne garantiscono l’indipendenza.

In Costa d’Avorio, MSF lavora ad Abidjan dove fornisce assistenza medica d’emergenza. Nella parte occidentale del paese, MSF garantisce assistenza sanitaria di base a Duékoué, Guiglo e Bangolo e supporta gli ospedali. Inoltre, fornisce assistenza sanitaria di base anche nella contea di Nimba, Liberia.

In Costa d’Avorio le equipe di MSF sono formate da 170 operatori locali e 35 internazionali. In Liberia, MSF dispone di 30 operatori, 5 dei quali sono internazionali.
 

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