Daghestan rapito capo-missione di MSF

Roma, 13 agosto 2002 – L'organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) conferma il rapimento di Arjan Erkel, capo-missione olandese di MSF a Makhachkala (capitale del Daghestan) dal febbraio 2002, avvenuto ieri sera.

Arjan Erkel è stato rapito a Makhachkala intorno alle dieci di sera mentre, a bordo di una vettura di MSF, stava rientrando alla base. La macchina su cui viaggiava è stata affiancata da un veicolo locale con tre uomini a bordo, di cui due armati. Fatto scendere, Arjan è stato caricato su un altra vettura e portato via.

MSF è estremamente preoccupata di quanto accaduto e chiede che Arjan venga liberato immediatamente.

L'organizzazione internazionale di soccorso sanitario Medici Senza Frontiere (MSF), in seguito al rapimento del proprio capo-missione in Daghestan, annuncia di aver costituito una task-force a Ginevra per seguire gli sviluppi di questa vicenda e per garantire la sicurezza del proprio personale sul terreno. Due volontari internazionali sono già stati evacuati a Mosca e altri due si trovano nella sede della missione in Daghestan, a Makhachkala (capitale del paese).

Questo sequestro rivela nuovamente la minaccia continua che pesa sui civili, sui profughi ceceni e sulle organizzazioni umanitarie che vogliono portare soccorso ad una popolazione vittima di una guerra dimenticata dall'opinione pubblica internazionale.

Purtroppo non è la prima volta che viene rapito un volontario di MSF nella regione caucasica. Nel gennaio 2001, il sequestro di un medico in Cecenia aveva dimostrato le difficoltà che si incontrano nel portare aiuti umanitari in una zona in cui la violenza è all'ordine del giorno. Da allora i programmi di MSF in Cecenia furono sospesi, ma rafforzati quelli nelle repubbliche limitrofe (Daghestan e Inguscezia), dove i profughi sono costretti a vivere in condizioni spaventose.

Lo scorso 29 luglio un team di MSF era rientrato a Grozny, capitale della Cecenia. Nella stessa giornata, dopo il rapimento della responsabile di un'organizzazione non governativa locale (Druzhba), il personale è stato immediatamente evacuato.

Per garantire l'incolumità della persona sequestrata e la sicurezza del proprio personale (internazionale e locale) operativo sul terreno, MSF non intende fornire ulteriori informazioni sulla vicenda finché il quadro in cui si è verificato questo drammatico episodio non apparirà più chiaro.

Approfondimenti:
– Le attività di MSF in Daghestan, Cecenia e Inguscezia

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