Darfur espulsa una delle cinque sezioni di MSF

  • Sudan

La sezione olandese di MSF espulsa dal Darfur meridionale. Il Governo del Sudan ordina inoltre a MSF di ritirare il proprio personale internazionale da alcune zone del Darfur occidentale. MSF continua a fornire assistenza medica con operatori internazionali e sudanesi nelle altre zone del Darfur occidentale e nel Darfur settentrionale.

 

Leggi la posizione di MSF sulla Corte Penale Internazionale >>

 

Khartoum/Roma – Il Governo del Sudan ha comunicato ieri alla sezione olandese di Medici Senza Frontiere (MSF) l’espulsione dal Darfur. Il Governo del Sudan aveva inoltre ordinato il 2 marzo a MSF (presente in Darfur con cinque sezioni – olandese, spagnola, belga, francese e svizzera – e circa 2mila operatori internazionali e sudanesi) di ritirare il proprio personale internazionale da diversi progetti nel Darfur occidentale e meridionale. MSF è sconcertata e indignata da una decisione che lascia oltre 200mila pazienti privi di assistenza medica essenziale.

La sezione olandese di MSF è stata convocata dalle autorità poco dopo l’annuncio da parte della Corte Penale Internazionale (CPI) circa l’incriminazione del Presidente Omar el-Bashir, e le è stato ordinato di cessare tutte le attività e preparare il proprio personale ad abbandonare immediatamente il paese. Non è stata fornita nessuna spiegazione per la decisione presa. La sezione olandese di MSF gestisce attività di soccorso medico in tre località del Darfur meridionale, nelle aree di Kalma, Muhajariya e Feina.

L’espulsione giunge mentre è scoppiata un’epidemia di meningite, una malattia mortale se non curata, nel campo sfollati di Kalma, dove hanno trovato rifugio circa 90mila persone. L’espulsione lascia altresì altre 70mila persone senza nessuna assistenza medica a Muhajariya, dove è stato chiuso l’unico ospedale – quello di MSF – nella zona, e costringe alla chiusura delle cliniche mobili a Feina e dintorni, dove MSF cura una media di 3mila persone ogni mese.

MSF riafferma per l’ennesima volta la propria totale indipendenza dalla Corte Penale Internazionale, e ribadisce il fatto che non coopera né fornisce alcuna informazione a questa.

“È assurdo che MSF, organizzazione indipendente e imparziale, venga coinvolta in quello che rimane un processo giuridico e politico”, afferma Arjan Hehenkamp, direttore delle operazioni della sezione olandese di MSF. “MSF ha lavorato incessantemente per fornire assistenza medica alla popolazione del Darfur fin dall’inizio della crisi. È assolutamente inaccettabile che la popolazione del Darfur venga privata dell’assistenza medica essenziale”.

 

La canzone di Adam, un bambino di 12 anni scappato dal suo villaggio in seguito alla guerra e rifugiatosi nel campo di Muhajariya, dove MSF non potrà più fornire assistenza medica. Ascolta >>

 

Medici Senza Frontiere (MSF) lavora nel Darfur dall’inizio del 2004. Mentre MSF è stata espulsa dal Darfur meridionale (Feina, nel Jebel Mara, Kalma e Muhajariya), e ha ricevuto l’ordine di ritirare il proprio personale internazionale da Niertiti e Salingei nel Darfur occidentale, le equipe di MSF (operatori internazionali e sudanesi) continuano a lavorare a Golo e Killin nel Darfur occidentale, e a Kebkabiya, Kaguto, Serif Umra, Shangil Tobaya e Tawila nel Darfur settentrionale.
 

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