Darfur MSF protesta duramente contro l espulsione di una seconda sezione

  • Sudan

Ginevra/Parigi/Khartoum/Roma – Questa mattina le autorità sudanesi a Khartoum hanno ordinato l'immediato allontanamento di una seconda sezione dell’organizzazione medico umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF). La decisione brutale e improvvisa, segue l'espulsione di ieri della sezione olandese dell’organizzazione. MSF è sconcertata per questa decisione che aggrava i bisogni della popolazione, ostaggio di decisioni politiche e giudiziarie. L'organizzazione protesta con forza e chiede al governo di rivedere la sua posizione e di consentire a MSF di riprendere immediatamente la sua attività di assistenza medica indipendente e imparziale.

"L'ordine di espellere MSF dal Darfur è una drammatica svolta degli eventi senza precedenti, che avrà ripercussioni sulla popolazione della regione, gran parte della quale è totalmente dipendente dagli aiuti umanitari internazionali", afferma Christophe Fournier, presidente internazionale di MSF. "L'improvvisa interruzione dei programmi medici, inclusi gli interventi chirurgici, nutrizionali e di assistenza sanitaria di base, in vaste zone del Darfur, avrà un impatto immediato e devastante sulla popolazione".

L'espulsione di varie organizzazioni umanitarie lascia un grande vuoto in termini di assistenza, impossibile da colmare. I bisogni di base di centinaia di migliaia di persone ora saranno del tutto insoddisfatti, siano essi medici, alimentari, di acqua e di servizi igienico-sanitari. Un focolaio di meningite è scoppiato nei campi di Kalma e Niertiti, dove secondo le stime, si trovano oltre 130mila persone che hanno un urgente bisogno di essere vaccinate.

Le restanti sezioni di MSF che continuano a lavorare in Darfur, continuano a fornire assistenza medica nelle aree in cui operano. Tuttavia ciò è largamente insufficiente rispetto ai bisogni di tutto il Darfur.

"La capacità di fornire assistenza umanitaria indipendente è stata drasticamente ridotta nel corso degli ultimi anni in Darfur, ma le azioni del governo del Sudan di questa settimana rischiano di tagliare fuori gli aiuti umanitari per le popolazioni locali e per quelle sfollate in vaste zone del Darfur", aggiunge Christophe Fournier . "I bisogni della popolazione civile sono ostaggio di contese politiche e giudiziarie, questo è totalmente inaccettabile. Ci appelliamo al governo affinché riveda la sua posizione e permetta alla popolazione del Darfur di usufruire di assistenza umanitaria indipendente e imparziale”.

MSF ribadisce fermamente che l'organizzazione è completamente indipendente della Corte Penale Internazionale con la quale non collabora in alcun modo.

 

MSF lavora in Sudan dal 1979 e nel Darfur dal 2003. Mentre MSF è stata espulsa da 5 aree del Darfur meridionale e occidentale, tra cui Feina nel Jebel Mara, Kalma, Muhajariya, Niertiti e Zalingei, equipe di MSF continuano a fornire assistenza nel Darfur occidentale, nell’area del Killin Golo e nel Nord Darfur, a Kebkabiya, Kaguro, Serif Umra, Shangil Tobaya e Tawila. Prima dell'espulsione MSF lavorava nella regione con oltre cento operatori umanitari internazionali e con 1625 operatori umanitari locali che instancabilmente fornivano assistenza medica gratuita a centinaia di migliaia di persone in tutto il Darfur.

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