Embargo a Gaza MSF costretta a ridurre le proprie attività di soccorso medico

  • Palestina

Le attività di soccorso medico di Medici Senza Frontiere (MSF) nella striscia di Gaza sono gravemente ostacolate dalla penuria di carburante. Dalla scorsa settimana, il gasolio e la benzina non sono più disponibili sul mercato. Le equipe di MSF sono state costrette a limitare le visite ai soli malati più gravi, ovvero un quinto dei pazienti dei programmi di cure post-operatorie. Questa settimana, solamente la metà dei pazienti di MSF ha potuto recarsi nelle strutture sanitarie dell’organizzazione. Novanta persone in lista d’attesa non possono ancora ricevere le cure. “L’arresto delle nostre attività può provocare, per la totalità dei nostri pazienti, un grave peggioramento del loro stato di salute generale”, spiega Duncan McLean, capo missione di MSF. “In questo momento, MSF funziona grazie a uno stock d’urgenza e ha un’autonomia non superiore a 10 giorni di carburante. Senza una ripresa degli approvvigionamenti, la situazione può diventare rapidamente drammatica”, continua Duncan.

Lo stato generale delle altre strutture sanitarie di Gaza è altrettanto preoccupante. Il personale sanitario ha difficoltà a muoversi e in alcuni ospedali il tasso di assenza raggiunge il 40%. I malati affrontano le stesse difficoltà. Le ambulanze devono anch’esse limitare i loro interventi unicamente ai casi d’urgenza. Gli ospedali dispongono solamente di uno stock limitato per fare funzionare i loro generatori.

Questa penuria è in gran parte dovuta al restringersi dell’embargo a ottobre 2007 e poi ancora a gennaio 2008, quando gli ingressi di carburante nella striscia di Gaza sono stati progressivamente ridotti. All’inizio di aprile, un attacco dei militanti palestinesi contro il principale deposito di carburante di Gaza e uno sciopero generale dei distributori hanno ulteriormente limitato l’approvvigionamento.

MSF giudica inaccettabile che gli aiuti medico-umanitari e il sistema di salute generale debbano soffrire per questa situazione. Dal 2006, MSF denuncia le conseguenze mediche ed economiche di questo embargo. A più riprese, MSF ha espresso la sua preoccupazione sulle ripercussioni di questo blocco su una popolazione già molto provata da anni di conflitto. Da due anni a questa parte, il sistema sanitario a Gaza continua a essere indebolito da un insieme di fattori politici (doppio conflitto israelo-palestinese e intra-palestinese, separazioni all’interno del Ministero della Salute) ed economici.

MSF è presente nella striscia di Gaza dal 1991, e fornisce cure post-operatorie, pediatriche e di psicologiche.
 

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