Emergenza Nord Kivu. La situazione peggiora di ora in ora

La situazione umanitaria nella regione del Kivu, nel nordest della Repubblica Democratica del Congo, peggiora di ora in ora. Migliaia di persone fuggono dai combattimenti, alcuni sono in fuga da settimane. Lo scenario è in costante cambiamento. Medici Senza Frontiere continua a fornire assistenza sanitaria indipendente nelle città e nei campi compresi all’interno dell’area del conflitto: a Kitchanga, Masisi, Mweso, Nyanzale e Kayna. MSF ha inviato cliniche mobili per raggiungere gli sfollati.

 

Ieri gli operatori di MSF avevano individuato 31 casi di colera al campo sfollati di Mugunga, nelle vicinanze di Goma, dove l’organizzazione ha immediatamente allestito un centro per il trattamento del colera. MSF è seriamente preoccupata per il rischio epidemia, facilitato dal massiccio spostamento della popolazione. Il colera è una malattia trasmessa prevalentemente da acqua e cibo contaminati dal batterio vibrio cholerae diffuso attraverso feci e vomito. Il colera ha una velocità di propagazione altissima e, se non trattato, ha un tasso di mortalità tra il 25% e il 50%.

A Kitchanga, Masisi, Mweso e Rutshuru, MSF è l’unica organizzazione internazionale rimasta per dare assistenza medica e umanitaria. Nei giorni scorsi il team medico di MSF a Rutshuru ha curato una settantina di feriti, lavorando senza sosta. Un team di MSF supporta anche l’Ospedale di Goma e le aree a nord della città dove sono giunti decine di migliaia di sfollati.
“Nell’area di Kitchanga e Mweso e attorno a Masisi e Nyanzale – spiega Annie Desilets, coordinatrice del progetto di MSF a Kitchanga – utilizziamo le cliniche mobili che ci permettono di raggiungere la popolazione intrappolata e isolata in zone difficilmente accessibili. Non è sempre facile trovare gli sfollati. Sempre più spesso, quando torniamo in un villaggio dopo una settimana, lo troviamo vuoto. Non sappiamo se le persone siano in un centro o in un campo in cui possiamo assisterli, oppure se si nascondono nella foresta dove non possiamo arrivare”.

Migliaia di persone, dopo alcuni scontri avvenuti lunedì vicino a Kibumba, un villaggio compreso tra Rutshuru e Goma, sono fuggite a Kibati – a 12 km da Goma – dove esistono già due campi.
“Oggi abbiamo mandato un team a Kibati – spiega Marie-Noëlle Rodrigue, responsabile del pool emergenza di MSF – per intervenire in zona. Moltissime persone, provenienti proprio dalla zona di Kibumba, erano accampate ai bordi della strada. La maggior parte di loro erano già fuggite una volta e vivevano in campi per sfollati. Ora sono ancora in fuga. Per loro la situazione è semplicemente drammatica. Hanno bisogno subito di rifugi, cibo e acqua pulita”.
MSF lavora attualmente anche in tre ospedali nel Nord Kivu e opera in alcuni centri di salute, fornendo assistenza sanitaria di base e di secondo livello. L’organizzazione sta inviando anche altro operatori umanitari nella regione e al contempo sta allestendo una nuova base a Bukavu, nel Sud Kivu, per dare supporto all’intervento umanitario.

 

Nel 2007, MSF Italia ha stanziato 1.879mila euro per i progetti di emergenza nella Repubblica Democratica del Congo.

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