Epidemia di colera nella Repubblica Democratica del Congo (RDC)

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Kinshasa/Roma – Le autorità congolesi il 24 giugno hanno ufficialmente dichiarato che tre nuove province sono colpite dall’epidemia di colera. Ad oggi, il colera ha colpito 2.787 persone e ha causato 153 morti in alcune località lungo il fiume Congo. L’epidemia è cominciata a Kisangani a marzo e da lì si è propagata in altre due province raggiungendo i dintorni della città e della provincia di Kinshasa, dove si sono registrati i primi casi il 20 giugno. In risposta alla diffusione dell’epidemia, il team di emergenza di Medici Senza Frontiere (MSF) in Congo (RDC) ha aperto alcuni Centri per il trattamento del colera (CTC).

A Kisangani (provincia Orientale), il luogo in cui è cominciata l’epidemia, MSF ha trattato più di 1.000 pazienti a aprile e maggio. La zona attualmente più colpita dall’epidemia, è la città di Bolobo (provincia di Bandundu) dove MSF ha allestito un Centro per il trattamento del colera con 70 posti letto e ha trattato 639 persone fra il 13 e il 26 giugno: nella zona si sono registrati 16 morti. A Mbandaka (provincia di Equateur), sono stati individuati 84 casi e registrate 9 morti nelle scorse due settimane. MSF ha trattato i pazienti nell’ospedale generale di Mbandaka dal 27 giugno, mentre si stava ultimando l’allestimento del Centro per il trattamento con 50 posti. Nei dintorni di Kinshasa, dove sono stati individuati 13 casi, MSF sta per aprire un CTC per trattare i pazienti e per formare il personale medico e paramedico coinvolto nella capitale nella risposta all’epidemia. MSF lavora in coordinamento con il Ministero della Sanità per identificare i luoghi con i bisogni maggiori.

“Il porto di Kinshasa è il punto di imbarco per migliaia di persone che ogni giorno percorrono il fiume. Se l’epidemia dovesse radicarsi a Kinshasa, le consgueze per la gente che vive nella capitale potrebbero essere disastrose”, dichiara Luis Encinas, Direttore delle operazioni di MSF. “È per questo che è prioritario intraprendere immediatamente le misure di prevenzione e trattare ogni singolo paziente colpito dal colera”.

I tre principali fattori che favoriscono la diffusione del colera sono tutti attualmente presenti in Congo: elevata popolazione urbana, mancanza di igiene e scarso accesso all’acqua potabile. E' inoltre confermata la presenza del colera in numerose località. “Tutte le condizioni sono mature per un’esplosione dell’epidemia”, dice Laurence Sailly, coordinatore medico di MSF in Congo. “Per impedire il diffondersi della malattia, la popolazione deve rispettare scrupolosamente l’igiene, senza errori: lavando attentamente il cibo e lavandosi le mani spesso, soprattutto prima di mangiare e prima di cucinare. Chiunque mostri i sintomi del colera (diarrea acuta e/o vomito) dovrebbe recarsi nel più vicino centro di salute”.

Il colera è un’infezione acuta intestinale causata da un batterio (Vibrio cholerae) che si manifesta in ambienti poco igienici. La diarrea e il vomito provocati dalla malattia portano velocemente ad una forte disidratazione e addirittura alla morte. Il trattamento del colera è semplice ed efficace, a condizione che la malattia venga affrontata subito. Il trattamento consiste nel reintegrare l’acqua persa, così come il potassio e il sodio, reidratando il paziente con soluzioni orali o nei casi più acuti con soluzioni intravenose.

In un paese in cui il sistema sanitario è carente, questa epidemia arriva quando già altre emergenze mediche stanno causando molti problemi, in particolare un’epidemia di morbillo che sta attraversando numerose province.
 

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