Epidemia di peste polmonare in Ituri Repubblica Democratica del Congo.

  • Epidemia
  • Repubblica Democratica del Congo

 

 

Bunia, Repubblica Democratica del Congo, 22 giugno 2006 – Dal 2 giugno 2006 le equipe mediche di Medici Senza Frontiere (MSF) sono al lavoro per fornire cure alle vittime dell'epidemia di peste polmonare che ha colpito i distretti di Rethy e Linga nel nord est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Il 19 giugno erano già 22 le morti accertate e 144 i casi identificati. Attualmente, 12 distretti sanitari sono stati colpiti dall'epidemia di peste, con una popolazione totale di quasi 100mila persone. La peste, nella forma bubbonica, è endemica in questa parte della RDC.

Di fronte all'aumento costante del numero dei pazienti colpiti dalla malattia, MSF ha inviato nella zona equipe di medici volontari che hanno allestito due centri di isolamento per la cura dei pazienti a Kwandroma (distretto sanitario di Rethy) e a Vedza (distretto sanitario di Linga).
 

MSF è estremamente preoccupata di fronte alla scarsa mobilitazione di altri attori umanitari nella zona, in particolare per quanto riguarda la ricerca attiva dei casi e il controllo del vettore (pulci e roditori), due misure urgenti che devono essere implementate quando si affrontano simili situazioni. La peste polmonare è estremamente contagiosa ed è una malattia trasmessa per via aerea.

"È estremamente urgente che tutti gli attori presenti sul terreno in grado di condurre ricerche attive di casi sospetti e di identificare le persone che siano potute entrare in contatto con loro, si mobilitino, altrimenti rischiamo di trovarci presto di fronte a un'epidemia fuori controllo", dichiara Jérome Souquet, capo missione di MSF in Ituri. "Osserviamo già una diffusione dell'epidemia verso nuove zone nella regione".
 

Le equipe mediche di MSF sono finora riuscite ad assicurare che i pazienti ricevano le cure e l'assistenza appropriate. L'obiettivo principale delle equipe di MSF è quello di ridurre al minimo la mortalità. Per ottenere questo ed evitare una diffusione ulteriore dell'epidemia, MSF ha bisogno dell'intervento attivo delle equipe dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Ministero della Salute congolese, poiché le equipe di MSF non possono affrontare l'epidemia da soli.

Inoltre, se non verranno prese rapidamente delle misure di controllo, MSF teme che l'epidemia si possa estendere a zone difficilmente raggiungibili per ragioni di sicurezza. Si tratta in particolare delle zone nei dintorni di Budza, Djubate, Lailo e Zali, tutte situate nel distretto sanitario di Rethy. "Un'estensione dell'epidemia a zone difficilmente accessibili a causa dei conflitti armati che colpiscono la regione potrebbe avere effetti catastrofici sulla situazione sanitaria", aggiunge Jérome Souquet.

 

Dal 2003 le equipe di Medici Senza Frontiere lavorano nel distretto dell'Ituri, situato nella parte nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo. Operano all'ospedale di Bon Marché nella città di Bunia, capitale del distretto, e intervengono in caso di emergenze sanitarie nella regione. Le equipe di MSF a Bunia comprendono 15 operatori internazionali e 325 operatori congolesi.

Lascia un Commento

Condividi con un amico