Etiopia: la nostra risposta alla crisi nutrizionale della regione Somali

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Etiopia:

Stiamo rispondendo attivamente alla crisi alimentare e nutrizionale della regione Somali, in Etiopia, fornendo trattamenti nutrizionali terapeutici e assistenza per combattere la diarrea acuta.

Il numero di pazienti giovani affetti da malnutrizione acuta nella zona di Doolo è il più alto mai registrato dai nostri team negli ultimi 10 anni. Oltre alla malnutrizione e alla diarrea acuta, è imminente il rischio di nuove epidemie, un rischio che cresce l’avvicinarsi della stagione delle piogge.

Altre zone della regione Somali sono colpite da questa stessa crisi e gli attori umanitari trovano spesso difficoltà nel rispondere in maniera appropriata ai bisogni della popolazione. Gli aiuti umanitari, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione di cibo, spesso non riescono a raggiungere i beneficiari. Le organizzazioni umanitarie devono adeguare il proprio modello di risposta all’emergenza per incontrare i bisogni delle persone in termini di salute, nutrizione, approvvigionamento dell’acqua e cibo. Servono più rifornimenti e più staff per le zone maggiormente colpite e per fornire una risposta completa e massiccia che possa ridurre la mortalità.         

Fino a oggi, nel 2017, MSF ha trattato 15.893 casi di diarrea acuta e 12.284 bambini sotto i 5 anni affetti da malnutrizione acuta

“Se non riescono a capire esattamente cosa fa MSF, non verranno mai nei nostri centri”

Roberto Wright è antropologo MSF ed è impegnato proprio nella regione Somali, in Etiopia. Nonostante non si tratti di un profilo medico, il lavoro di Roberto come antropologo è davvero importante. È la parte di MSF che ascolta le persone del luogo e cerca di capirle. E questo lavoro si è dimostrato fondamentale per il successo di MSF nel fornire l'assistenza medica necessaria alle persone del luogo.

L’obiettivo di Roberto è aiutare MSF a raggiungere le comunità e aumentare il livello di accettazione nella popolazione.

"Dobbiamo adattare il nostro modo di lavorare al loro modo di vedere le cose, in modo da poterci ben inserire nelle loro usanze di comunità", dice Roberto. “La sfida nella regione Somali, per me, oltre alle lunghe distanze da percorrere, è capire come queste persone stiano cercando di adattarsi a questa nuova situazione. Sono abituati alle crisi, ma durante quella attuale il loro bestiame sta morendo molto velocemente e non l’hanno mai visto accadere prima.

Parte del mio lavoro è comprendere il loro punto di vista nei confronti della medicina tradizionale e spiegare loro il tipo di cure offerto da MSF in modo che riescano a mescolare entrambi gli approcci", continua Roberto. "Se non riescono a capire esattamente cosa fa MSF, non cercheranno mai spontaneamente i nostri servizi o non verranno mai nei nostri centri sanitari".

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