Finalmente il Governo italiano si impegna a garantire la permanenza in Italia degli stranieri irregolari colpiti da problemi di salute.

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Roma, 23 ottobre 2003 – L’associazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere esprime soddisfazione per l’impegno assunto oggi dal Governo italiano a garantire la permanenza sul territorio italiano degli stranieri privi di permesso di soggiorno con problemi di salute.

Il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Carlo Leoni (Ds) , ha assicurato che nel decreto di attuazione della legge Bossi-Fini sull’immigrazione saranno introdotte nuove tipologie di permesso di soggiorno per motivi umanitari a favore delle persone affette da problemi di salute.

Il Governo italiano finalmente si impegna a tutelare il diritto alla salute delle persone che arrivano nel nostro paese in cerca di una vita migliore. A nome di tutti i cittadini italiani che sostengono le nostre attività mi congratulo con il sottosegretario Mantovano e mi impegno a monitorare l’effettiva applicazione di questo principio di umanità”, ha detto Enrico Davòli, direttore esecutivo di Medici Senza Frontiere-Italia.

La legge Bossi-Fini non ha modificato quanto già previsto dalla Turco-Napolitano in materia di tutela della salute degli irregolari – spiega Roberto Losciale, responsabile del Dipartimento legale di MSF-Italia – e cioè che anche agli irregolari devono essere assicurate le cure urgenti ed essenziali, anche se continuative. Ma questo diritto fino a oggi è stato sostanzialmente negato per una scorretta interpretazione della legge. MSF ha infatti constato moltissimi casi di espulsione di stranieri affetti da gravi patologie. Finalmente l’On. Manotovano assicura non solo la corretta applicazione della legge – e quindi il divieto di allontanare gli irregolari bisognosi di cure – ma anche l’introduzione di un ulteriore strumento di tutela: la concessione di permessi di soggiorno straordinari per gli stranieri che scoprono in Italia di essere gravemente ammalati ”.

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