Giappone: gli psicologi di MSF lavorano con i sopravvissuti del terremoto e dello tsunami

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MSF ha raggiunto l’area costiera colpita il giorno dopo il terremoto e lo tsunami e ha continuato a lavorare nell’area fino ad oggi. Utilizzando équipe piccole e estremamente mobili, MSF ha identificato sacche della popolazione non ancora raggiunte dal massiccio dispiegamento di aiuti nazionali e ha iniziato a svolgere attività di cliniche mobili.

I principali problemi riscontrati dall’équipe di MSF, composta da 12 persone, erano legati a malattie croniche per persone costrette a interrompere le cure dopo il terremoto dell’11 marzo.

Oltre alle cliniche mobili a Minami Sanriku, nella prefettura di Miyagi e a Taro, nella prefettura di Iwate, è stata condotta una valutazione che ha evidenziato che mentre i bisogni sanitari erano ampiamente coperti dagli attori nazionali, MSF avrebbe potuto offrire un maggiore supporto nell’ambito dell’assistenza psicologica.

“Mentre alcune persone riescono a far fronte autonomamente alla situazione in cui si trovano, altre hanno grandi difficoltà”, racconta Ha Young Lee, coordinatrice dell’équipe di psicologi di MSF.

“Le persone possono avere ricordi invadenti dell’evento, flashback, incubi. Il rischio è che si isolino e non vogliano comunicare. Alcuni non sono in grado di dormire, mangiare e tutto ciò rende le persone molto differenti da come erano prima, causando enormi sofferenze”, prosegue Ha Young.

Ha Young ha lavorato con MSF nel post tsunami asiatico a Banda Aceh nel 2005, così come con i rifugiati nord coreani a Seul. Gestirà un’équipe di 6 psicologi provenienti dall’Associazione Giapponese Psicologi Clinici Certificati.

Inizialmente la prima équipe – che lavorerà per 2-3 settimane – focalizzerà la propria attività sui bambini e le persone anziane.

“I bambini sono particolarmente vulnerabili. Può essere difficile per loro capire cosa stia accadendo. Hanno poche possibilità di esprimere liberamente le loro emozioni. Hanno perduto gli spazi di gioco e apprendimento”, spiega Ha Young. “Vedremo che tipo di reazione all’evento è già in atto nelle comunità stesse e partiremo da lì con le nostre attività”.

Dall’inizio del progetto, il giorno dopo il terremoto, MSF ha condotto più di 1.000 visite mediche. La maggior parte dei pazienti visitati da MSF avevano più di 60 anni e soffrivano di ipertensione e infezioni alle alte vie respiratorie.

MSF continuerà a valutare la situazione nelle prefetture di Miyagi e Iwate, dove sta lavorando e adattando le proprie attività seguendo l’evolversi dei bisogni.
 

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