Giornata Mondiale contro l’AIDS 1 dicembre 2010

  • HIV/AIDS

Ginevra/Roma – La cura dell’HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo sta subendo alcuni colpi che si tradurranno nell’impossibilità di rendere effettive le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di poter sfruttare le novità introdotte dalla scienza medica. È l’allarme di Medici Senza Frontiere alla vigilia della Giornata Mondiale dell’HIV/AIDS del 1 dicembre.

“Il prezzo delle nuove medicine di cui abbiamo bisogno rischia di impennarsi, ora che i paesi donatori stanno facendo un passo indietro nei loro impegni per l’espansione delle cure contro l’Aids”, dichiara Gilles van Cutsem, coordinatore medico di MSF per il Sud Africa e Lesotho. “Come medici che lottano per curare le persone sieropositive, ci sentiamo con le mani legate”.

Le ultime raccomandazioni dell’OMS per la cura dell’Aids includono la necessità di curare i pazienti il prima possibile e con farmaci meglio tollerati. La nuova strategia richiede che i pazienti vengano curati prima di essere colpiti da infezioni opportunistiche come la tubercolosi. I dati appena pubblicati da MSF sui progetti in Lesotho dimostrano la validità di questa nuova strategia: fornire prima le cure ai malati riduce la mortalità del 68%, i nuovi contagi del 27%, i ricoveri ospedalieri del 63%, e riduce infine del 39% il numero di persone che abbandonano le cure.

Questa strategia di “cura precoce” da benefici ai singoli individui, ma anche alla società, perché rende le persone sieropositive meno infette e dunque riduce il rischio di contagio. Ricerche effettuate in Africa hanno mostrato che curare l’AIDS può ridurre la trasmissione eterosessuale del virus del 92%.

“Le prove a sostegno di quanto va fatto per ribaltare la situazione stanno aumentando”, continua Gilles van Cutsem. “Ma proprio ora che le nuove indicazioni di cura ci danno una speranza, i fondi che i paesi donatori stanziano per l’HIV/AIDS sono stagnanti. Addirittura il Sud Africa, un paese di medio reddito con il più grande programma di cura dell’Aids, si sforzerà di rendere effettivo l’intero pacchetto di raccomandazioni dell’OMS, se la proposta di finanziamento al Fondo Globale non verrà approvata”.

Il Fondo Globale per la lotta all’HIV, Tubercolosi e Malaria ha ricevuto solamente 11.700.000 dollari di finanziamenti, invece dei 20 milioni di cui avrebbe bisogno. Il programma PEPFAR, sovvenzionato dagli Stati Uniti, che supporta circa la metà delle cure di tutte le persone sieropositive nei paesi in via di sviluppo, per il terzo anno consecutivo ha visto ridurre i propri finanziamenti.

Contemporaneamente, i paesi ricchi stanno agendo per avvantaggiare in maniera sleale le aziende farmaceutiche che producono prodotti sotto brevetto, limitando l’accesso ai farmaci generici e facendone aumentare i prezzi. L’80% dei farmaci che MSF utilizza per curare 160.000 persone, provengono da aziende produttrici di generici in India, la cosiddetta “farmacia del terzo mondo”, così come l’80% dei farmaci per l’AIDS finanziati dai donatori internazionali su scala globale. La posizione dell’India come principale produttore di farmaci a basso costo è già stata compromessa dalle regole dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (OMC) che obbligano il paese ad assegnare i brevetti ai farmaci.

Ciononostante, l’India ha una legge sui brevetti che impone dei forti limiti su cosa può e non può essere brevettato, nell’interesse della salute pubblica. Le multinazionali farmaceutiche hanno tentato senza successo di far revocare questa legge e ora l’Unione Europea sta proseguendo questa battaglia. Come parte dei negoziati di libero scambio con l’India, l’UE sta spingendo politiche come quella sull’ “esclusività dei dati”, che ridurrebbe ancora di più la capacità delle aziende produttrici di generici di immettere medicinali a basso costo sul mercato. Se l’UE vincerà, l’accesso a versioni più economiche dei nuovi farmaci necessari per sconfiggere l’HIV/AIDS sarà gravemente compromesso.

“Non possiamo permetterci di stare a guardare i paesi ricchi mentre mettono in pericolo la possibilità di curare le persone sieropositive”, dichiara Tido von Schoen-Angerer, direttore della Campagna di MSF per l’Accesso ai Farmaci Essenziali. “Chiediamo a tutte le persone di prendere posizione e dire che non appoggiano il gioco che la Commissione Europea sta facendo con le aziende farmaceutiche”.

MSF ha lanciato la campagna “Europa, giù le mani dalla nostre medicine!”, per chiedere alla Commissione Europea di cambiare strategia. È possibile inviare una mail al Commissario europeo per il commercio Karel De Gucht: MSF fornisce terapie antiretrovirali dal 2000 e attualmente ha in cura più di 160.000 persone sieropositive. Oggi 5 milioni di persone sono sotto trattamento antiretrovirale nei paesi in via di sviluppo. Questo rappresenta un enorme passo avanti, ma 10 milioni di persone ne sono ancora escluse e moriranno nei prossimi anni se non saranno curate.

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